Giovedi, 21 Giugno, 2018

Pensioni novità 2019: assegni più bassi, i nuovi coefficienti in vigore

Pensione Quota 100? Come funziona il sistema che abolirà la Legge Fornero Pensioni più basse per chi si ritira dal lavoro nel 2019
Remigio Civitarese | 13 Giugno, 2018, 21:53

Al calcolo della pensione nel sistema contributivo si arriva tramite moltiplicazione del montante per la percentuale del coefficiente di trasformazione.

Il consigliere esponente Sindacale dell'Unsic Territoriale Ribera Stefano Trafficante si è così espresso sulle nuove proposte di riforma delle pensioni: "I 41 anni per la pensione di anzianità e quota 100 rappresentano alcuni aspetti importanti del problema, ma non vanno dimenticati anche i temi della flessibilità in uscita, con la possibilità di andare in pensione dopo i 62 anni non sono sufficienti dei ritocchi alla legge Fornero". A determinare l'ennesimo taglio sull'assegno previdenziale sarà il coefficiente che va a definire il montante contributivo per il triennio dal 2019 al 2021. Inoltre, l'Anief ricorda che dal prossimo 1° gennaio l'Italia, anche per via dell'aspettativa di vita, sul fronte pensionistico diventerà di gran lunga il Paese più severo.

Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, in una nota sottolinea la necessità di "modificare i criteri dei coefficienti di trasformazione per le pensioni".

A sostenerlo è il sindacato Anief, secondo il quale "a questo punto, è chiaro che se il neonato governo vorrà tenere fede a quanto detto nel corso della campagna elettorale sarà obbligato a reperire i finanziamenti utili". La legge Fornero consentiva di anticipare di tre anni il normale requisito per la pensione di vecchiaia a chi avrebbe maturato una pensione pari ad almeno 2,8 volte l'assegno sociale, che per il 2018 è pari a 453 euro, quindi 1.268 euro. L'ultimo aggiornamento è avvenuto con il decreto 15 maggio 2018 del Ministero del Lavoro e dell'Economia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che ha reso ufficiali i coefficienti di trasformazione da applicare alle pensioni che verranno liquidate nel 2019 e nel 2020 e rivelano un'amara sorpresa: gli assegni dell'Inps saranno meno elevati di quelli del periodo 2016-2018.

E' allora verosimile, così come si prevedeva per la richiesta del reddito di cittadinanza nel già citato Disegno di Legge n.1148, che debba presentarsi copia della dichiarazione ISEE e autodichiarazione attestante i redditi percepiti nei dodici mesi precedenti la richiesta nonché i redditi certi, percepibili nei successivi dodici mesi, da parte del soggetto richiedente e da tutti i componenti del nucleo familiare di appartenenza.

L'aumento della speranza di vita non solo allontana la pensione, ma la rende meno ricca. Dal 2019 etra in vigore un nuovo coefficiente, quello legato all'età di 71 anni, con effetti penalizzanti. La penalizzazione sarebbe limitata dal fatto che la norma modificherebbe solo la valorizzazione dei versamenti effettuati successivamente al 1996 e fino al 2012, da parte di lavoratori con più di 18 anni di contratto prima della riforma Dini. Il coefficiente passerà dal 5,700% attuale al 5,604%.

57 anni: divisore 23,812; coefficiente 4,2%.

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