Venerdì, 22 Giugno, 2018

Macron, Italia cinica e irresponsabile

Aquarius, portavoce partito Macron linea italiana Francia contro Italia: «posizione su migranti vomitevole»
Rufina Vignone | 13 Giugno, 2018, 11:37

Perché il leader del Carroccio ha tuonato più volte che non sono i soldi che l'Italia chiede: "Quello che ci interessa - ripete Salvini - è un aiuto concreto sulle migliaia di ricollocamenti che sono solo sulla carta e non sono effettivi".

Il ministro di Giustizia spagnolo Dolores Delgado si è concentrata sul caso Aquarius, la nave con a bordo 629 migranti respinta da Italia e Malta e che ora si sta dirigendo verso Valencia.

Chi mi segue sa bene come la penso di Salvini, della Lega e delle loro pulsioni reazionarie e persino fasciste.

Trovare nel Parlamento italiano politici specchiati che possano impartire lezioni di integrazione è un'impresa titanica a parte poche eccezioni come Laura Boldrini o il lavoro che Possibile ha fatto in questi anni (ma che paga l'assenza di Civati tra gli eletti) o la piattaforma programmatica di Potere al Popolo (che non ha superato la soglia di sbarramento).

Intanto anche Emmanuel Macron in persona unta il dito contro l'Italia per la vicenda della nave Aquarius parlando di 'irresponsabilità e cinismò.

Mossa positiva che però non basta. Irresponsabili sarete voi che avete creato il caos immigrazione bombardando la Libia; cinici siete voi che mandate gendarmi a Ventimiglia a rispedire indietro i migranti e ancora oggi controllate il debito di intere nazioni africane, dove fate usura in nazioni povere - ha detto la presidente di Fratelli d'Italia in un video su Facebook - Voi parlate di cinismo? Durante la riunione, ha aggiunto Griveaux, Macron ha tenuto a "ricordare il diritto marittimo", secondo cui in caso di problemi è "sempre la costa più vicina ad assumere la responsabilità dell'accoglienza". "Non si capisce in base a che cosa debbano arrivare tutte in Italia". Gli risponde subito il vicepremier Luigi Di Maio, prima che esca la nota di palazzo Chigi. "Aprano i loro porti e noi gli trasferiamo un po' di persone in Francia". Reduce da un duro scontro con la cancelliera Angela Merkel sui respingimenti, Horst Seehofer decide di dare un segnale di autonomia.

Poi scende in campo l'ungherese Viktor Orban - alleato-ossimoro con interessi opposti a quelli italiani - che esulta ("finalmente!"), parlando di "un grande momento che potrebbe davvero portare cambiamenti nella politica europea sulle migrazioni". Io voglio lavorare serenamente con tutti, ma con un principio: "prima gli italiani".

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