Venerdì, 22 Giugno, 2018

Aquarius resta ferma. Salvini: altra nave di ong in mare, basta

Rufina Vignone | 11 Giugno, 2018, 21:26

Ma cosa sta accadendo esattamente? Oltre che sui due gommoni recuperati dai volontari della Ong, i migranti erano su quattro imbarcazioni precarie e sono stati recuperati da tre navi mercantili, 157 dalle motovedette della stessa Guardia costiera italiana. "Spetta all'Italia ricevere la nave Aquarius". E recita quanto segue. Una nave battente bandiera di Gibilterra con 600 persone a bordo e proveniente dal Nord Africa è infatti in rotta su Malta. Lo afferma il premier Giuseppe Conte mentre a Palazzo Chigi è in corso un vertice del governo sul caso Aquarius.

In una nota ufficiale diramata la sera dello stesso giorno, il ministro dell'interno Matteo Salvini e il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Danilo Toninelli hanno spiegato che la capitaneria di porto italiana ha chiesto a Malta di far attraccare alla Valletta la nave Aquarius, aprendo un contenzioso diplomatico con le autorità maltesi che rifiutano di assegnare un porto di sbarco. Dalla Valletta però, comunicano che lo sbarco dei migranti deve essere di competenza esclusiva di chi ha coordinato il salvataggio. Anche stavolta, però, troverà i porti italiani sbarrati.

Pur volendo, probabilmente sarebbe impossibile aprire anche il porto di Pescara alla nave in questione viste le sue condizioni, i bassi fondali e i lavori in corso. La Aquarius ha recuperato in tutto 629 persone nel Mediterraneo, con 123 minori non accompagnati, 7 donne incinte.

Con una serie di post su Facebook, Salvini ha espresso il suo punto di vista. Ci siamo dimenticati i essere uomini. Insomma, tutta l'Europa che si fa gli affari suoi.

"Da oggi anche l'Italia comincia a dire no", ha twittato Salvini. Questa mattina, sempre sui social, Salvini ha rincarato la dose.

La risposta, da Malta, non si è fatta attendere. Basta. Salvare le vite è un dovere, trasformare l'Italia in un enorme campo profughi no. L'Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire.

I continui riferimenti a Malta sono da leggersi in una sola direzione. Evidentemente non siamo una nave da crociera, non possiamo passare giorni e giorni in mare in attesa di identificare un'autorità nazionale che abbia la compassione e la ragionevolezza di concederci un porto. Lo ha detto il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas nel briefing con la stampa, rispondendo ad una domanda sullo scontro tra Italia e Malta.

Servizio militare obbligatorio: Salvini ci pensa.

"Lasciatemi esprimere questa soddisfazione, da vicepremier e da padre". "Una sfida agli Stati europei che non collaborano". "Quindi o diventa solidale o diventa un problema per il Paese". Stabilisce che il passaggio di una nave nelle acque di un altro stato è consentito finché "non arreca pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero".

La convenzione di Amburgo del 1979 e altre norme sul soccorso marittimo impongono agli stati costieri del Mediterraneo di mantenere un servizio di SAR (un programma di assistenza e salvataggio), coordinati tra loro. "Al momento non abbiamo istruzioni specifiche di cosa fare".

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