Lunedi, 18 Giugno, 2018

Pensioni in ribasso con Quota 100

Riforma delle pensioni perché la Quota 100 si far Pensioni in ribasso con Quota 100
Remigio Civitarese | 10 Giugno, 2018, 10:11

Si pensi che un lavoratore con 100mila euro di contributi versati e 65 anni d'età il prossimo anno prenderà 5.245 euro di pensione, nel 2009 erano 6.136 euro.

Si tratta in sostanza di coefficienti variabili in base all'età del lavoratore al momento di andare in pensione, che va dai 57 ai 71 anni: l'età massima è entrata peraltro in vigore da quest'anno.

"Misure di questo tipo - avverte Centrella - potrebbero rivelarsi non sufficienti per un reale superamento della riforma Fornero, ma rappresenterebbero solo delle modifiche alla stessa legge". Inoltre il contratto di governo prevede la reintroduzione dell'opzione donna, che nelle precedenti finestre ha consentito alle lavoratrici di andare in pensione con 57-58 anni e 35 anni di contributi, optando però integralmente per il regime contributivo. Se la Riforma stabilisse il vincolo di non più di due anni di figurativi anche per questo canale di uscita Alberto risulterebbe danneggiato perchè dovrebbe versare i volontari per coprire gli anni "non utili" oppure attendere l'età di 64 anni per centrare la quota 100 nel 2024; se il tetto ai figurativi non fosse introdotto per Alberto, invece, non cambierebbe sostanzialmente nulla rispetto alla situazione attuale. In sostanza, i lavoratori con 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica potranno andare in pensione da subito. Con le nuove regole dai 41 anni e mezzo di contributi necessari verrebbero esclusi alcuni anni di contributi figurativi previsti dalle regole sulla cassa integrazione e dovrebbe aspettare di avere 43 anni e tre mesi di contributi e uscire con la pensione anticipata.

Pensioni più basse per chi si ritira dal lavoro nel 2019: lo ha stabilito un recente decreto, in dieci anni calo complessivo dell'11%. Andrebbe in soffitta però l'ape sociale che attualmente offre una scialuppa di salvataggio alle categorie socialmente più deboli anche se all'esito di un lungo ed estenuante iter concessorio.

L'altro giorno Antonio Brambilla, consulente della Lega che ha partecipato alla redazione del programma elettorale leghista, dalle pagine del Quotidiano de La Repubblica ha anticipato i dettagli che saranno portati sul tavolo di Palazzo Chigi. Brambilla ha anche insistito su un punto riguardante la Quota 100: dovrà prevedere che si abbiano almeno 64 anni di età per accedere alla pensione.

Se sarà data possibilità, come segnalato da più parti, di andare in pensione a partire, comunque, da una età minima di 64 anni e 41 anni di contributi, potrebbero esserci delle categorie penalizzate.

Tanto è vero che il presidente del Consiglio Conte nel tracciare i punti qualificanti del programma del contratto di governo ha ribadito la volontà di combattere i privilegi previdenziali e di fatto reintrodurre la pensione di anzianità eliminata dalla legge Fornero, ma si è guardato bene dal parlare di ricalcolo contributivo. In questo modo la Quota 100 costerà allo Stato 5 miliardi l'anno, una cifra che il Governo conta di recuperare in partetagliando le pensioni d'oro e dall'altra non confermando misure come l'Ape Sociale introdotte dall'ultimo Governo per rendere più flessibile l'uscita dal lavoro. E quegli altri 8 milioni che prendono la pensione senza aver mai pagato un contributo gliela lasciamo?", ha detto il Presidente del Centro studi e ricerche di Itinerari previdenziali, aggiungendo poi che "la morale e l'etica devono entrare anche in queste cose.

La Fornero si supera con il ricalcolo degli assegni.

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