Lunedi, 18 Giugno, 2018

L'Austria chiude 7 moschee ed espelle decine di imam: radicalizzavano i bambini

L'Austria chiude 7 moschee Imam a rischio espulsione Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz
Rufina Vignone | 10 Giugno, 2018, 12:44

Altri 40 imam rischiano di perdere il permesso di soggiorno. Quattro le moschee chiuse a Vienna, due in Alta Austria e una in Carinzia con un decreto inappellabile dell'Ufficio della Cancelleria per le questioni religiose. Subito la Turchia ha denunciato la decisione come "il risultato dell'ondata pupulista, islamofoba, razzista e discriminatoria" in Austria, così ha twittato Ibrahim Kalin, portavoce del presidente Recep Tayyip Erdogan. "Le scelte ideologiche del governo austriaco violano i principi della legalità internazionale".

"Le società parallele, l'Islam politico e le tendenze alla radicalizzazione non hanno spazio nel nostro Paese", ha dichiarato il cancelliere Kurz.

Lo ha annunciato il cancelliere Kurz, a causa di finanziamenti illeciti e di alcune fotografie scattate a Vienna. Duro anche il giudizio del vice cancelliere: "Vienna non tollera predicatori di odio che agiscono in nome di una religione", l'analisi di Heinz-Christian Strache, anch'egli membro del Fpoe.

Lo ha reso noto lo stesso premier informando che l'autorità per gli affari religiosi ha compiuto una serie di indagini e prodotto diversi rapporti da cui risulterebbe un aumento del livello di radicalizzazione nonché di politicizzazione tra gli imam attivi in Austria e nelle moschee. "È un tentativo di prendere di mira comunità musulmane per raccogliere punti politici a poco prezzo", ha scritto su Twitter, aggiungendo che "gli sforzi di normalizzare l'islamofobia e il razzismo vanno respinti in ogni circostanza". Il ministro dell'Interno Herbert Kickl ha aggiunto che ne potrebbero essere espulsi sino a 60, legati alla Turchia, più i loro familiari, per un totale di 150 persone.

"Credo nella libertà di culto, non nell'estremismo religioso". Nello specifico, ad aprile sono spuntate queste foto di alcuni bambini vestiti da soldati ottomani che ricostruivano la battaglia. Le foto, diffuse online e pubblicate dal settimanale di centro-sinistra Falter, ritraevano i bambini in uniforme mimetica che simulavano la campagna di Gallipoli durante la prima guerra mondiale, uno dei più disastrosi insuccessi della Triplice intesa (Francia, Gran Bretagna e Russia) contro l'impero ottomano. "Spero già la prossima settimana di incontrare il collega austriaco per confrontarci sulle linee d'azione".

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