Lunedi, 18 Giugno, 2018

Salvini, flat tax per pagare tutti meno

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Remigio Civitarese | 09 Giugno, 2018, 02:41

Tagli probabilmente consistenti dato che, secondo l'Osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano, l'introduzione della flat tax costerebbe 50 miliardi di euro (a fronte dei 17 previsti per reddito e pensioni "di cittadinanza"). Affermazioni che, ovviamente, hanno provocato le reazioni di tutti i movimenti politici di opposizione: primo fra tutti il PD e le forze politiche a sinistra dello stesso partito. "C'è da operare una riforma" e "confidiamo quanto prima di portare un progetto", ha detto. "Ma l'assoluta intenzione è che tutti riescano ad avere qualche lira in più in tasca da spendere".

La Flat tax è il rovesciamento della metafora di Robin Hood, toglie ai poveri per dare ai ricchi i quali in teoria dovrebbero redistribuire il loro reddito a beneficio anche dei meno abbienti.

La Flat Tax rinviata al 2020 per le famiglie, come ha annunciato il leghista Alberto Bagnai?

Siri ha assicurato quindi che nel 2019 anche le famiglie avranno la Flat tax: "Il problema è solo quello di mettere a punto per bene il provvedimento. Perché a intervenire ogni giorno su tutto è inevitabile che Salvini finisca in situazioni imbarazzanti e pronunci parole che poi devono essere precisate".

Eppure non esiste un binomio certo tra riduzione della pressione fiscale e nuovi investimenti; è certo che un maggior risparmio fiscale potrebbe portare a maggiori investimenti, ma si tratta sempre di un'ipotesi. "Il primo anno per le imprese e poi a partire dal secondo anno si prevede di applicarla alle famiglie", ha detto ospite della trasmissione Agorà. La riforma fiscale sarebbe inoltre caratterizzata da 'un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell'imposta, in armonia con i principi costituzionali'. Se dovessero scattare, oltre al conseguente aggravio per i bilanci delle famiglie e un calo dei consumi si verificherebbe un effetto depressivo sulla produzione e un peggioramento dei livelli occupazionali.

Se le clausole di salvaguardia dovessero essere applicate, infatti l'aliquota passerebbe dal 10% attuale all'11,5% nel 2019 fino al 13% a partire dal 2020, un'aliquota superiore di 5 punti percentuali alla media Ue, 7 sopra la Grecia, 6,5 rispetto alla Francia e 3,5 sopra la Spagna.

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