Venerdì, 22 Giugno, 2018

Tumore seno, chemio evitabile nel 70% dei casi

Giovanni Attolico con Carmela Palermo durante la Race for the Cure Giovanni Attolico con Carmela Palermo durante la Race for the Cure
Irmina Pasquarelli | 08 Giugno, 2018, 16:27

È presto per dirlo, perché per ora si tratta di un solo caso. È il sogno che ci regala un team statunitense, che è riuscito a eliminare un tumore in uno stato avanzato grazie alla terapia cellulare con i linfociti. In Italia, secondo una ricerca condotta da Europa Donna nel 2015, oltre la metà delle pazienti si sente abbandonata e sola, non sente di ricevere l'attenzione che meriterebbe né da media e istituzioni né dal personale sanitario. "Con punteggio superiore a 8 l'indicazione è quella di optare per la chemio come primo trattamento". Il nuovo approccio terapeutico, adottato dal gruppo di Steven Rosenberg del Nationanal Institutes of Health di Bethesda nel Maryland, si è rivelato efficace per curare il tumore del seno in stadio avanzato (con metastasi) utilizzando cellule immunitarie come strumento per sconfiggere la malattia. Ognuno di questi errori nel DNA può generare frammenti di proteine??noti come neoantigeni. Hanno isolato i suoi linfociti T, scelto quelli specifici contro il tumore attivandoli in provetta per renderli più efficaci, e li hanno infine iniettati nuovamente nel corpo della paziente.

Detto ciò, non dimentichiamoci che la prevenzione è vitale importanza. "Il paziente ha anche ricevuto un'altra immunoterapia basata su inibitori del checkpoint".

Un nuovo approccio all'immunoterapia messo a punto dai ricercatori del National Cancer Institute (NCI) ha portato alla completa regressione del cancro terminale al seno diagnosticato in una paziente che non rispondeva agli altri trattamenti. La sua squadra aveva già sviluppato questo tipo di trattamento contro il melanoma con alta efficacia. Il gruppo di ricerca di Rosenberg, con la terapia effettuata mediante cellule immunitarie su una paziente in fase avanzata di malattia, ha sconfitto un tumore che risultava incurabile con le terapie convenzionali.

"La chemio può essere evitata nel 70 per cento delle pazienti con cancro iniziale, limitandola a quel 30 per cento per il quale porterà beneficio".

Reso noto sulla rivista Nature Medicine, è un traguardo senza precedenti.

Ogni giorno che passa, il cancro al seno fa meno paura grazie ai progressi della scienza applicata alla medicina. Il dottor Antonio Carriero, responsabile senologia del "Vito Fazzi" di Lecce invita alla prudenza.

Si chiama OncotypeDX ed è un test genomico. "Poter evitare la chemioterapia significa - rileva Cognetti - meno tossicità, meno effetti collaterali, maggiore salvaguarda della fertilità". Ripeto: sono studi in fase sperimentale. I linfociti prescelti sono stati quindi espansi e reinfusi nella donna, cui è stato somministrato anche pembrolizumab per prevenire la possibile inattivazione delle cellule T infuse, da parte di fattori presenti nel microambiente tumorale. Si sta lavorando tanto per cercare di arginare la chemioterapia. "Nel Piacentino potrebbe riguardare circa 80-90 pazienti - ha spiegato il primario Cavanna -. Certo, sperare che un domani prossimo siano attuabili queste terapie in larga scala sarebbe il sogno di tanti pazienti e anche il nostro".

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