Giovedi, 21 Giugno, 2018

Travolta e uccisa a Venice Beach in viaggio di nozze, famiglia risarcita

Alice Gruppioni con il marito in viaggio di nozze Alice Gruppioni con il marito in viaggio di nozze +CLICCA PER INGRANDIRE
Rufina Vignone | 08 Giugno, 2018, 21:26

Accanto a lei c'era il marito, Christian Casadei, sposato 20 giorni prima: ne uscì illeso.

Inoltre la municipalità della città californiana ha istituito ulteriori 2 milioni da suddividere tra tre delle 16 persone che rimasero ferite in quel tragico evento del 2013.

Per la 32enne non c'è stato nulla da fare. Accanto alla causa penale, partita d'ufficio contro Campbell e conclusasi nel 2016 con la condanna a 42 anni per omicidio del californiano, era partita la causa civile. E sarebbe stata proprio questa "situazione di pericolo" a causare la morte di Alice.

Oggi é arrivata la conferma di un risarcimento record da 12 milioni a favore della famiglia di Alice disposto dalla città di Los Angeles.

Alla guida del veicolo che seminò il panico sulla passeggiata di Venice Beach e che travolse la giovane c'era Nathan Campbell, spacciatore condannato dal Tribunale di Los Angeles a 42 anni. Sono trascorsi cinque anni e da allora la famiglia di Alice, proprietaria della Sira Group, azienda di Rastignano, non si è mai arresa.

Dove Alice è morta, sarà posta una targa, in sua memoria e in suo onore: anche questo è stato deciso dalla municipalità, insieme al risarcimento.

In quel punto non c'erano fittoni, non c'era "la sicurezza minima che un'amministrazione deve garantire per i suoi cittadini e per le tante persone che vanno negli Stati Uniti", ha detto più volte Valerio Gruppioni, il padre di Alice, ex presidente del Bologna Calcio. "È importante che sia stata dichiarata molto chiaramente la responsabilità".

"Ora una cosa del genere non succederà più", ha concluso la donna. "E' una piccolissima soddisfazione, ma comunque è importante", ha commentato Katia Gruppioni, la zia della ragazza uccisa.

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