Lunedi, 18 Giugno, 2018

Il Consiglio di Stato ferma le sanzioni ai negozi senza POS

Pos, stop alle sanzioni per chi non accetta i pagamenti con carte POS obbligatorio senza sanzioni per chi non accetta pagamenti con carte e bancomat
Remigio Civitarese | 08 Giugno, 2018, 13:44

Il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin, saluta con soddisfazione il parere del Consiglio di Stato che elimina, di fatto e di diritto, le sanzioni che, teoricamente, avrebbero dovuto ricadere su commercianti, artigiani e professionisti che non avessero accettato il pagamento tramite Pos. In estrema sintesi, secondo il Consiglio di Stato, non è corretto che a individuare le sanzioni sia un regolamento, in quanto mancano criteri direttivi, stabiliti dalla norma primaria, ossia da una legge, in base ai quali lo stesso Dm possa determinare l'entità delle sanzioni.

Dal Consiglio di Stato arriva il parere negativo - n. 1446/2018 del 1 giugno 2018, Adunanza di Sezione del 24 maggio 2018 - sullo schema di Regolamento sulla definizione delle modalità, dei termini e degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alla mancata accettazione dei pagamenti mediante carte di debito e carte di credito. E ora la palla passa al nuovo esecutivo, che dovrà intervenire per modificare la norma, superando i profili di incostituzionalità e uniformando così il nostro Paese al contesto europeo. Siamo più avanti di Regno Unito (2,1 milioni), Spagna (1,5 milioni), Francia (1,5 milioni), Germania (1,1 milioni).Il problema è che, dalle nostre parti, le operazioni per terminale sono appena 1.373 ogni anno:a Londra sfiorano le 7mila, a Parigi sono più di 6mila, a Berlino oltre 3mila.

Un taglio "creativo", secondo il Consiglio di Stato, che non trova riferimenti nella norma madre e che ha contribuito dunque alla bocciatura finale.

La Sezione Consultiva per gli Atti Normativi di Palazzo Spada ha espresso parere contrario a che lo schema di decreto ministeriale sul POS obbligatorio prosegua il suo corso.

Il governo uscente aveva provato a introdurre per decreto una sanzione da 30 euro su tutti i fornitori di beni e servizi che impedissero ai consumatori di pagare con il bancomat.

Nello specifico, la multa è riducibile a un terzo in caso di versamento tempestivo, ma si applica tante volte quanti sono i pagamenti elettronici richiesti dai clienti e rifiutati.

Non può essere un regolamento a stabilire l'entità delle multe da applicare a esercenti e professionisti che non accettano pagamenti con moneta elettronica.

"L'obiettivo di una efficace lotta al riciclaggio, all'evasione e all'elusione fiscale - da incentivare attraverso la completa perimetrazione del quadro giuridico di riferimento, anche mediante la sua omogeneizzazione - deve, però, necessariamente essere conseguito con l'adozione di provvedimenti rispettosi, sotto l'aspetto formale e sostanziale, dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico".

Se non fosse che il richiamo all'articolo 693 non risulta "condivisibile sul versante strettamente giuridico". Il Consiglio di Stato ha ipotizzato un contrasto con il principio costituzionale secondo cui nessuna prestazione economica può essere imposta se non in base alla legge.

"Tali finalità impongono comunque la individuazione di una sanzione quale conseguenza di inadempimento di un obbligo legittimamente imposto ai soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazioni di servizi, obbligo, che, si ripete per chiarezza, ha attinenza alla regolazione del mercato e non della moneta".

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