Lunedi, 18 Giugno, 2018

Conte risponde a Renzi: "Un suo collega? Perché è un professore lui?"

Governo domani alle 19,30 il Senato voterà la fiducia Fiducia Governo M5s-Lega al Senato: diretta live/ Video streaming, discorso Premier Conte: migranti ed Europa
Rufina Vignone | 08 Giugno, 2018, 01:02

Il neopremier Giuseppe Conte conferma nel corso dei settantacinque minuti in cui ha parlato in mattinata al Senato i punti del programma gialloverde e chiede la fiducia.

"Il presidente del consiglio dei ministri...Continua a leggere".

"In materia di autonomia è stato riconosciuto che abbiamo già espresso sensibilità: addirittura abbiamo ormai Paesi che si sono sviluppati nel corso del tempo in direzione federativa, da noi il sistema è assai consolidato, come per le Regioni a statuto speciale che intendiamo conservare e valorizzare". "Lei con il giuramento è anche il nostro premier, e noi la rispetteremo in questa aula e fuori da questa aula". E così Matteo Renzi diventa bersaglio di polemiche nel nuovo ruolo di conferenziere all'estero, in parallelo a quello di senatore. "E noi dovremo essere i primi a farci sentire quando gli italiani capiranno che le risorse per realizzare i sogni non ci sono, e finirà la luna di miele". Lei è un premier non eletto, un mio collega, ma nessuno può negarle la legittimità. Si tratta di 58 senatori della Lega e 109 del Movimento 5 stelle. Lo ha detto Pietro Grasso, leader di Leu, intervenendo in Aula al Senato in occasione del dibattito sulla fiducia al governo Conte.

Durante la discussione generale hanno annunciato il loro sì due deputati del Maie, Antonio Tasso e Catello Vitiello, e altrettanto hanno fatto nelle dichiarazioni di voto Salvatore Caiata, capogruppo del Maie e Vittorio Sgarbi, in dissenso dal suo gruppo, cioè Fi. Una dichiarazione programmatica che servirà a presentare il "programma del cambiamento" con dentro tutti i temi forti del contratto di governo di M5s e Lega. Circa i diritti civili, l'ex premier replica alle considerazioni odierne di Conte: "Lei ha detto che i diritti sono venuti meno: non è così. Cambia che metteremo fine al business dell'immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà", ha garantito tra gli applausi della sua maggioranza.

Le reazioni, a parte gli applausi e qualche protesta che hanno interrotto più volte il discorso del Capo del Governo, non tardano ad arrivare.

Non sarà un caso che su molti argomenti il discorso programmatico ha di necessità usato la diplomazia del vocabolario, qui addolcendo o sorvolando, là dribblando gli scogli.

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