Lunedi, 18 Giugno, 2018

Astori, nuova perizia smentisce la bradiaritmia: "Non morì nel sonno"

Elettra Stolfi | 08 Giugno, 2018, 11:20

È stata depositata la perizia medico-legale sulla morte del capitano della Fiorentina, Davide Astori, avvenuta il 4 marzo a Udine nell'albergo della squadra poche ore prima della partita di campionato contro l'Udinese.

I professori Carlo Moreschi e Gaetano Thiene che hanno consegnato i risultati della perizia sulla morte del calciatore di San Pellegrino su incarico del pm Barbara Loffredo parlano di accelerazione improvvisa dei battiti, di un cuore andato a cento all'ora senza dare scampo all'atleta, cioè tachiaritmia, l'opposto della bradiaritmia. Il referto, in sostanza, aveva chiarito come il cuore del calciatore avesse rallentato il proprio ritmo, mentre era immerso nel sonno, fino a fermarsi del tutto. Stando a questa tesi, il difensore viola non sarebbe morto nel sonno e forse avrebbe potuto salvarsi. Nella perizia si spiega poi che si sarebbe trattato del primo episodio violento di una patologia mai manifestata in precedenza. Lo conferma il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo: lì sono contenuti i segreti del dramma avvenuto in Friuli. "E non appena il lavoro sarà concluso, decideremo se proseguire con gli accertamenti; oppure richiedere l'archiviazione del procedimento, che continua a essere a carico di ignoti". L'elaborato in mano alla Procura contiene anche l'esito di "approfonditi esami istologici seriati" che gli stessi medici legali avevano indicato come necessari, ai fini di una esaustiva lettura dei fatti.

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