Lunedi, 18 Giugno, 2018

Dal mondo/Ue, Belgio: no alla riforma di Dublino sull'immigrazione

Migranti, Magi: Migranti, Salvini: «Quanto accaduto in Lussemburgo è una vittoria per noi»
Rufina Vignone | 07 Giugno, 2018, 17:09

Il corto circuito della posizione di Salvini è evidente.

Dopo la bocciatura del piano proposto dalla Bulgaria di revisione del Trattato di Dublino, appare chiaro quale sarà la strategia di Salvini: far fronte comune con Austria e i paesi di Visegrad puntando alla difesa dei confini.

Ora cosa succede?Difficile dirlo.

Si rischia lo scontro sul regolamento di Dublino.

Asgi evidenzia come nello stesso "contratto di Governo" la riforma del Regolamento Dublino con l'introduzione delle quote obbligatorie per ogni Paese Ue è indicata come una priorità politica dell'attuale esecutivo. Grecia, Malta e Cipro si sono detti disponibili a una negoziazione. Tre Paesi: Estonia, Polonia e Gran Bretagna, non si sono espressi. Definisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un Paese terzo o da un apolide.

Il problema è che, almeno in questi primi giorni, il Governo è apparso come una somma di velleità personali e il direttore d'orchestra è apparso, anche visivamente, inquadrato dai suoi due proprietari e controllori.

La necessità di una riforma del processo di richiesta d'asilo è diventata pressante da parte di molti Paesi membri. Contrari alla bozza bulgara anche Germania (dapprima disposta a trattare, assieme alla Francia), Svezia, Paesi Bassi e i tre Baltici. In base alla proposta della Commissione, in caso di superamento del 150% della quota di capienza, le nuove richieste vanno indirizzate ad altri Paesi dell'Unione. Oltre all'Italia, Spagna, Austria, Romania, Ungheria, Slovenia e Slovacchia. Il regolamento stabilisce quale nazione debba farsi carico di accogliere i richiedenti asilo. Le motivazioni addotte dall'Italia sono state interpretate non come la reazione di un paese che da anni (come la Grecia) è abbandonato al proprio destino di "porta dell'Europa", ma come leggerezza nel gestire il problema dei flussi migratori. Altri Paesi, come la Germania, dicono di essere favorevoli a modifiche, ma non di questo tipo. L'intesa sulla riforma delle regole di Dublino è saltata ufficialmente. "Non è solo l'Italia ad essere contraria", ha affermato Mayer. Così sintetizzava la situazione: "La riforma del regolamento di Dublino è morta". Il timore è che lo Stivale si trovi in condizione di offrire una maggiore copertura ai migranti, non potendo contare sull'aiuto degli altri stati Ue.

Il segretario di stato belga: tornare ai respingimenti. "Dobbiamo trovare un modo per aggirare l'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo". La giurisdizione dovrà seguire questa linea, perché altrimenti non ci sarà più la Corte europea. "In Europa l'Italia non è più sola", ha aggiunto. "La gente deve lasciare le proprie torri d'avorio e guardare la realtà". Meglio tardi che mai.

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