Giovedi, 21 Giugno, 2018

Salvini: "Migranti, spaccato il fronte Ue"

Salvini clandestini MATTEO SALVINI
Rufina Vignone | 06 Giugno, 2018, 16:46

Qualche giorno fa, in occasione di un evento dei Verdi europei ad Anversa in cui si sono trovati 300 ecologisti da 25 paesi e in cui l'umore era molto positivo dopo ottimi risultati alcune importanti elezioni, una collega svedese, dopo avermi chiesto del dibattito italiano, mi ha detto molto seccamente che i toni e il modo in cui le forze politiche che hanno vinto le elezioni in Italia stanno organizzando la loro futura presenza in Europa non motiva per niente il resto dei partners, lei compresa, ad avere un atteggiamento benevolo. Le dichiarazioni del neoministro dell'Interno, Matteo Salvini sui migranti generano tensioni tra l'Italia e la Tunisia. Eppure il leader della Lega è diventato ministro dell'Interno soltanto da pochi giorni e ha cominciato a occuparsi della questione più complicata nel nostro Paese: l'immigrazione.

L'ambasciatore italiano a Tunisi, Lorenzo Fanara, è stato convocato dal ministero degli Esteri per trasmettergli il "profondo stupore" del governo del Paese nordafricano per le dichiarazioni del ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini. Il ministero ha quindi sottolineato "l'attenzione della Tunisia di lavorare con il nuovo governo italiano per consolidare i rapporti di amicizia e la cooperazione strategica tra i due Paesi". "Avere in questo momento 170mila presunti profughi che in questo momento guardano la tv in albergo, e' una pacchia che non ci possiamo permettere". "Ognuno giustamente difende le sue posizioni" risponde Salvini, che si dice pronto, subito dopo la fiducia, a "prendere un aereo" e incontrare il suo omologo per continuare la collaborazione. Una decisione che, se trasformata in atti concreti, avrà ripercussioni anche nel territorio provinciale, dove nel campo dell'accoglienza operano diverse realtà.

Ma adesso Macron sembra voler trovare nel nuovo premier Conte, con il quale ha vuto una telefonata cordiale e conciliante, un appoggio per limitare l'onnipotenza della Germania e della Merkel, e in questo quadro l'Italia potrebbe sicuramente ottenere dei vantaggi. La delegazione italiana - guidata dal capo dipartimento immigrazione Gerarda Pantalone - ribadirà dunque il no alle modifiche del Regolamento di Dublino così come sono state ipotizzate. "Sulla sicurezza e sulla gestione dei flussi migratori" serve "meno propaganda e più fatti".

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