Giovedi, 21 Giugno, 2018

Pensioni 2018: Quota100, si ipotizza l'uscita a partire dai 64 anni

Remigio Civitarese | 06 Giugno, 2018, 22:41

"È scarsamente equo (e, si potrebbe dibattere, forse anche poco costituzionale) immaginare che un lavoratore possa accedere alla pensione con solo 20 anni di contributi e 67 anni di età (magari facendosi integrare la prestazione per via della modesta pensione a calcolo) e che un altro con oltre il doppio dei contributi e senza rischi di integrazioni a carico dell'erario, debba lavorare per oltre 43 anni (nel 2019)". Dopo le ultimissime news sulle pensioni molti italiani dopo questi annunci, riportati nel contratto di Governo firmato dai leader di Lega e Movimento 5 Stelle, si chiedono quanto entrerà in vigore il nuovo sistema pensionistico, sopratutto alla luce di anni di austerità imposta dalla Legge Fornero che ha abrogato il sistema delle quote di pensione di anzianità. Se invece si hanno 41 anni di contributi versati, la soglia minima anagrafica per andare in pensione non viene considerata. "Prorogheremo - scrivono 5S e Lega - la misura sperimentale 'opzione donna' che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo". In questi anni si è fatto un uso abnorme delle forme precarie di lavoro varate dai governi precedenti. Queste circostanze, ovviamente, non comportano l'obbligo di essere sempre d'accordo con lui e di assumere le sue convinzioni come oro colato. Ovviamente, "guai a pensare che con Quota 100 risolviamo ogni problema". La quota 100 prevede infatti la possibilità di andare in pensione se la somma tra età pensionabile e gli anni di contributi versasti restituisce il risultato di 100. La proposta iniziale aveva destato delle perplessità specialmente per quanto riguarda i costi, ritenuti da più parti superiori a quei 5 miliardi previsti dal contratto: dubbi in parte confermati dalle dichiarazioni del presidente Inps Tito Boeri e da Renato Brunetta, che ha parlato di una riforma che porterebbe "buchi in bilancio spaventosi". Di anni occorrerà averne almeno 64. "Forse è meglio usare il linguaggio della verità. - e l'ex Ministro conclude a Radio 24 - La democrazia richiede che ci sia consapevolezza, non che si sbandierino slogan, frasi fatte o peggio".

"L'uomo del Monte ha detto sì".

Addio Ape Sociale. È questo che sta emergendo con sempre più insistenza nelle ultime ore. Ricordiamo infatti che l'Ape Sociale consente l'uscita anticipata (a 64 anni) per i soggetti che effettuano i cosiddetti lavori gravosi.

In questo modo le risorse usate per l'anticipo pensionistico saranno utilizzate per superare la Fornero e finanziare le altre risorse. Per la quota 100 ci vorrebbero dai 5 miliardi (calcolati da Brambilla) ai 15 miliardi di euro (calcolati dall'Inps).

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