Giovedi, 21 Giugno, 2018

… e alla fine aveva ragione il pasticciere

Il pasticcere Jack Phillips Il pasticcere Jack Phillips
Rufina Vignone | 06 Giugno, 2018, 19:57

Phillips ha ottenuto una vittoria numericamente abbondante (7-2) ma giuridicamente ristretta, perché si poggia sul fatto che la commissione dei diritti civili che ha contestato la scelta di Phillips come discriminatoria "ha mostrato alcuni elementi di chiara e inaccettabile ostilità verso le sincere motivazioni religiose che motivavano la sua obiezione".

"Il risultato di casi come questo in altre circostanze deve attendere una maggiore elaborazione nei tribunali", ha stabilito la maggioranza dei giudici, segnalando la battaglia più ampia di cui questo caso è stato solo una parte.

Il pasticciere si rifiuta di realizzare una torta di matrimonio per una coppia gay. Il pasticciere fece ricorso alla Corte Suprema e intanto abbandonò il business delle torte, pur di non essere obbligato a realizzarle per motivi che contrastavano con la sua fede, perdendo così il 40 per cento delle sue entrate. Secondo i giudici la vendita di una torta ad una coppia omosessuale non vìola infatti i diritti di libertà di parola e di espressione. Anzi, è stata la sentenza di primo grado ad essere in contrasto con il primo emendamento della Costituzione americana, dato che "garantisce la terzietà della legge rispetto al culto della religione e il suo libero esercizio".

Il caso era quindi finito davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, la stessa che nel 2015 ha aperto al riconoscimento delle nozze gay. Il pasticciere rispose che il problema non era l'omosessualità dei richiedenti, ma lo scopo della torta, cioè la celebrazione di un matrimonio gay. La Commissione per i diritti civili del Colorado (CCRC) gli ordinò di "desistere dal discriminare le coppie omosessuali rifiutandosi di vendere loro le torte nuziali o qualsiasi altro prodotto fosse solito vendere alle coppie eterosessuali". Questa, in precedenza, si era pronunciata contro l'uomo sostenendo che aveva violato la legge statale anti-discriminazione. La Corte suprema invece con sette giudici a favore e due contrari ha annullato la precedente sentenza della Commissione per i diritti civili del Colorado dando ragione a Phillips. Kennedy ha infine ricordato che "la libertà religiosa e la religione è stata usata per giustificare ogni tipo di discriminazione nel corso della storia, che si tratti di schiavitù e dell'Olocausto".

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