Lunedi, 18 Giugno, 2018

Argentina, Messi: "Io il migliore di sempre? Non mi considero così"

Giornalista argentino: partita Israele-Argentina prova legami calcio-politica L’amichevole di calcio tra Israele e Argentina è stata cancellata per ragioni politiche
Rufina Vignone | 06 Giugno, 2018, 12:38

I punti focali sono due: i rapporti storicamente tesi tra Palestina e lo Stato israeliano e la presenza di Lionel Messi.

L'amichevole di calcio Israele-Argentina che avrebbe dovuto disputarsi a Gerusalemme è stata cancellata. Il governo israeliano sta cercando di dare una portata politica ad un evento sportivo insistendo sul fatto che si giocherà a Gerusalemme.

A innescare la miccia era stato il presidente della Federcalcio palestinese, generale Jibril Rajoub, da molti considerato un possibile erede del presidente Abu Mazen. Un gruppo di tifosi palestinesi si sarebbe avvicinato al campo di allenamento della Seleccion mostrando alcune magliette di Messi macchiate di sangue: "È doloroso vedere che la squadra, che ha l'amore e il sostegno di tanti cittadini palestinesi e arabi, partecipa alla violazione del diritto internazionale".

I giocatori si sono rivolti all'Afa, la federazione calcistica dell'Argentina esprimendogli tutta la loro preoccupazione per le minacce ricevute e le tensioni nella regione in cui avrebbero dovuto giocare l'amichevole interrompendo gli allenamenti per i mondiali. Ufficializzato l'annullamento della partita, è arrivata la risposta delle autorità israeliane.

"E' stato giusto non andare in Israele, la sicurezza viene prima di tutto", così l'attaccante della Juventus e della Nazionale argentina Gonzalo Higuain, in un'intervista a Espn rilanciata dal maggiore quotidiano argentino Clarin, commenta l'annullamento della partita fra Israele e Argentina per le minacce dei gruppi terroristici ai giocatori sudamericani. Ma quando si è avuta la conferma ufficiale del match il ministro della cultura e dello sport Miri Regev ha dichiarato che "la capitale di Israele è il posto più adatto per una partita così prestigiosa". "Speriamo ancora che Messi non venga", ha detto Rajoub parlando con i giornalisti dopo aver lasciato l'ufficio di rappresentanza argentino nella città di Ramallah, in Cisgiordania. Secondo Rajoub, infatti, Israele ha dato un forte valore politico alla partita, dato che lo stadio di Gerusalemme si trova nel quartiere di Malha dove sorgeva un villaggio palestinese distrutto durante la guerra. Intanto si è appreso che la notte scorsa il premier Benyamin Netanyahu ha chiamato sulla vicenda, senza successo, il presidente argentino Mauricio Macri.

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