Venerdì, 22 Giugno, 2018

Renzi parla in aula, le espressioni di Di Maio, Salvini e Conte

Remigio Civitarese | 05 Giugno, 2018, 23:47

"La nostra opposizione non occuperà i banchi del governo o della presidenza come nella scorsa legislatura, non insulterà mai sui social i ministri, non griderà mai 'mafia, mafià in Europa contro il governo, dando fiato ai pregiudizi contro di noi". I due non hanno mostrato nessuna reazione agli attacchi, limitandosi a scambiarsi una battuta quando Renzi ha terminato il suo intervento. Come il senatore Dario Parrini che risponde a Calderoli: "Ma il Calderoli che dice queste assurdità è lo stesso Calderoli collega di partito del campione di assenze al Parlamento europeo, Matteo Salvini, che ha disertato persino il primo voto legislativo in Senato della settimana scorsa?" Non sono d'accordo con la frase di Di Maio, perché è di Luigi XIV ed è vero che avete fatto la storia almeno 8 volte almeno in 89 giorni ma voi non siete lo Stato, siete il potere, siete l'establishment. "Non so se è il governo del cambiamento". Poi parla anche del contratto M5s-Lega e della flat tax: "Il contratto è scritto con l'inchiostro simpatico e garantito da un assegno a vuoto". Intanto è cambiato il vocabolario: quello che nella XVII legislatura si chiamava inciucio, oggi si chiama contratto; quello che nella XVII legislatura si chiamava partitocrazia, oggi si chiama democrazia parlamentare; quello che nella XVII legislatura si chiamava condono oggi si chiama pace fiscale; quello che nella XVII legislatura si chiamava un uomo che tradisce il proprio mandato, oggi si chiama un cittadino che aiuta il governo a superare la fase di crisi. "Non so se cambierete il paese intanto avete rasserenato il clima politico, lo considero un passo positivo". E non avete più alibi rispetto a ciò che c'è da fare. "Io di cuore vi auguro in bocca al lupo, non vi faremo sconti ma saremo sempre dalla vostra parte quando difenderete gli interessi del Paese", conclude l'ex segretario del Pd.

"Starò fuori dal giro per qualche mese": è il proposito di Matteo Renzi, che in un colloquio con il Corriere della Sera, spiega che nei prossimi mesi starà dietro le quinte limitando le incursioni nella scena politica e dedicandosi a fare il conferenziere.

"A Salvini voglio parlare da padre a padre: ora rappresenti il Paese - ha concluso -, non possiamo permetterci di creare polemiche. Non ha mai detto che per 2 mesi non parteciperà ai lavori parlamentari, dove è stato presente a 16 voti su 16, ma che dedicherà tutta la sua attività politica a svolgere al meglio il ruolo di senatore di Firenze lontano dai riflettori nazionali". Abbiamo un'altra visione sui diritti. "Qualcuno ha detto che tra quei banchi c'è il bipolarismo di domani".

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