Giovedi, 21 Giugno, 2018

Il mistero dell’autore del discorso di Conte al Senato

Rufina Vignone | 05 Giugno, 2018, 23:44

Il discorso programmatico del neo premier Giuseppe Conte al Senato ha toccato i temi dell'intelligenza artificiale, della ricerca scientifica, dell'ambiente, dell'accesso alla Rete come diritto fondamentale, dei big data, della sharing economy, della privacy. Ad ascoltare il premier a palazzo Madama c'è tutto il governo schierato. Domani sarà un giorno importante in cui il Parlamento sarà chiamato a dare la fiducia al governo del cambiamento. I voti contrari sono stati 117 e gli astenuti 25.

"Sono qui per chiedere la fiducia a favore non solo di una squadra di governo, ma anche di un progetto per il cambiamento dell'Italia", spiega Conte tra Di Maio e Salvini seduti accanto ad ascoltarlo. Qualche minuto dopo si passa alla "blue economy", la creazione di un ecosistema che trasformi i rifiuti in una risorsa da riutilizzare. Ma l'aver capito quali partite vanno giocate con attenzione è comunque un segno. "Le istituzioni non sono il patrimonio di una sola forza politica ma sono la casa di tutti gli italiani e segnano la qualità del nostro ordinamento giuridico e del nostro vivere civile - conclude Conte - Una opposizione anche ferma, ma leale e costruttiva è il sale della dialettica politica e serve per il buon funzionamento dell'istituzione parlamentare e dell'intero sistema democratico". Sempre durante la passeggiata con Fraccaro i giornalisti hanno colto uno scambio tra i due dove il ministro per i rapporti con il Parlamento chiedeva al presidente del Consiglio "Lo hai tagliato?", Conte prima risponde "non c'era" e poi "Il testo quello era" al che Fraccaro dice "Si sarà dimenticato anche lui" riferendosi - forse - all'autore del passaggio.

Chi abbia scritto il discorso rimane un mistero (anche se gli indiziati sono parecchi).

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