Giovedi, 21 Giugno, 2018

Chi è Giovanni Tria, il nuovo ministro dell’Economia del governo M5s-Lega

Giovanni Tria Giovanni Tria
Remigio Civitarese | 03 Giugno, 2018, 16:42

Nel nuovo governo a trazione grillo-leghista guidato da Giuseppe Conte, subentra a Paolo Savona che era destinato al Tesoro su accordo di Luigi Di Maio e Matteo Salvini ma ha subito lo stop del capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Sarebbe Giovanni Tria il ministro dell'Economia del governo Lega-MoVimento 5 Stelle. Dunque, nonostante il braccio di ferro sul ministero dell'Economia che ha coinvolto il Colle e il ticket Salvini-Di Maio, la volontà popolare è stata rispettata e gli organi costituzionali sono rimasti saldi.

Romano e di 69 anni, Tria è laureato in giurisprudenza, ma è docente di Politica economica all'Università romana Tor Vergata ed è stato fino al 2017 presidente della Scuola nazionale dell'amministrazione.

In questo dibattito organizzato dall'Associazione Amici di Marco Biagi Giovanni Tria rispondeva alla domanda se uscire dall'euro: "Riterrei sbagliato rispondere sì e bisogna rispondere no alla domanda, ma c'è altro da dire". Secondo Tria "si tratta di temi altrettanto cruciali, se non di più, rispetto a quelli più commentati". Così, anche su suggerimento di Savona (che stima Tria e Tria ha scritto anche di recente parole di apprezzamento per l'ex ministro del governo Ciampi e neo ministro degli Affari europei), Tria diventa ministro dell'Economia e delle Finanze. In altri termini, ciò che si propone è la monetizzazione di una parte dei deficit pubblici, destinata a finanziare, senza creazione di debito aggiuntivo, un ampio e generalizzato programma di investimenti pubblici, con il vincolo del mantenimento di un avanzo primario al netto di tale finanziamento, ottenuto attraverso il controllo della spesa corrente, in misura compatibile con un sentiero di riduzione costante del debito.

"Non ha ragione chi invoca l'uscita dall'euro senza se e senza ma come panacea di tutti i mali, ma non ha ragione neppure chi sostiene che l'euro è irreversibile". La "scommessa" di coloro che sostengono la riforma è che il provvedimento, aumentando la crescita economica, genererà un maggiore gettito fiscale che può in parte compensare il costo che si crea abbassando le tasse.

"Tuttavia sarebbe preferibile - ha detto- contare meno sulle scommesse e far partire la riforma con un livello di aliquota o di aliquote, che consenta in via transitoria di minimizzare la perdita di gettito, per poi ridurle una volta assicurati gli effetti sulla crescita".

Una scelta - secondo il nuovo ministro dell'Economia - che porterebbe a conseguenze "vantaggiose" accelerando la crescita e che proprio per questo si ritrova da tempo anche tra le raccomandazioni europee e dell'Ocse. "Inoltre - incalza - non si vede perché non si debba far scattare le clausole di salvaguardia di aumento dell'Iva per finanziare parte consistente dell'operazione". Uno di questi la Flat Tax, obiettivo perseguibile a suo parere eventualmente anche passando per l'aumento dell'Iva.

Altre Notizie