Giovedi, 21 Giugno, 2018

Marchionne e il piano Fca: "Debito azzerato; stop diesel, ok elettrico"

Maserati Alfieri Maserati Alfieri
Remigio Civitarese | 02 Giugno, 2018, 15:14

"Stiamo valutando dove produrre la 500 elettrica, per il suo valore simbolico potremmo farla in Italia".

"Sono piemontese, abbiamo un impegno storico con Torino che continueremo".

Di quello che dirà il grande capo di Fiat Chrysler Automobiles nel tardo pomeriggio, a Borse chiuse (diventata FCA sotto la sua guida, in seguito all'acquisizione delle quote di controllo di Chrysler nel 2009), nulla è dato a sapere.

L'appuntamento per analisti e stampa specializzata si è svolto alla cascina di Balocco, dove dagli anni Sessanta l'Alfa Romeo ha costruito la sua pista di collaudo. Il gruppo automobilistico italo-americano ora "sulla struttura finanziaria e sui target finanziari che abbiamo fissato per il gruppo fino al 2022. Il nostro obiettivo ultimo, il vero traguard0, è quello che dobbiamo ancora raggiungere", ha sottolineato Marchionne. "Ironia della sorte, da quel momento a oggi il valore per gli azionisti di Fca è quasi raddoppiato, escludendo l'aumento di valore di Ferrari, mentre il ritorno per gli azionisti di dieci dei nostri principali concorrenti del settore è stato in media negativo (6%)", ha osservato il ceo.

Sergio Marchionne ha mantenuto la promessa ed è arrivato a Balocco in cravatta.

Per Alfa Romeo il piano punta a completare la gamma, obiettivo mancato del precedente piano industriale: due nuovi suv, nei segmenti E (Full size) e C (Suv compatto), accanto a due supercar, la 8C e la nuova Gtv. Di fatto, un raddoppio dei volumi che da solo potrebbe "sostituire" l'eventuale stop alla produzione in Italia di Panda (circa 200mila unità), oltre che di Mito e Punto (67mila vetture in totale, in calo nell'anno in corso visto che i modelli sono destinati a uscire dal mercato). Re David, infine, ha ribadito che la Fiom invierà una lettera ai vertici Fca "per conoscere nei dettagli il piano Italia".

SPINTE PER L'ELETTRICO - "Investiremo 9 miliardi di dollari per l'elettrificazione dei nuovi prodotti - ha proseguito Marchionne -, perché una delle nostre priorità è di ridurre la nostra dipendenza dal petrolio".

A livello generale, il 2018 si afferma come il primo anno in cui Fca è debit free, una condizione ottimale per consentire al direttore finanziario del gruppo Richard Palmer di annunciare un piano di investimenti da 45 miliardi.

Destinati a un ruolo sempre più residuale i marchi Fiat e Chrysler, la "F" e la "C" di Fca.

Il segretario della Fim-Cisl di Torino Claudio Chiarle è ottimista per il futuro dei 6mila addetti di Torino - tra Mirafiori e Grugliasco - e anzi si appella al nuovo governo affinché "emani entro un mese la nota integrativa per agganciare l'Ape alla Naspi e consentire a qualche centinaio di lavoratori di anticipare la pensione".

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