Domenica, 27 Mag, 2018

In Trentino su 307 dipendenti 220 in cassa integrazione

Tim avvia procedura cig per 3-4 mila persone Tim avvia la procedura per la cassa integrazione: coinvolti circa 3-4 mila dipendenti
Remigio Civitarese | 18 Mag, 2018, 00:54

Tim ha già inviato una lettera al Ministero del Lavoro per avviare la procedura.

Il fallimento delle discussioni fra Tim e sindacati ha aperto le porte alla nuova ondata di esuberi che la società tenterà di mandare in porto tramite il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria.

Il progetto che riguarda dai 3mila ai 4mila dipendenti "verrà analizzato e discusso con le organizzazioni sindacali nell'auspicabile prospettiva di pervenire a un accordo in tempi rapidi", spiega il gruppo di telecomunicazioni. I sindacati sono rimasti fermi nella loro contrarietà alla cigs e l'azienda non ha ceduto sul ripristino delle vecchie condizioni della contrattazione di secondo livello, un punto particolarmente caldeggiato dalla Cgil. Gli esuberi individuati potrebbero essere circa 4.500 che l'azienda intenderebbe comunque gestire, almeno in parte, con "strumenti non traumatici" (per esempio uscite incentivate ed ex art.4 della legge Fornero), mentre il totale registrato è di circa 29mila dei dipendenti Tim coinvolti dalla cigs.

Telecom Italia ha chiesto l'avvio della cigs per una durata massima di 12 mesi, presumibilmente a partire dal 18 giugno fino al 17 giugno del 2019.

In attesa di maggiori dettagli da parte dell'azienda sulla cassa integrazione, il segretario generale della Uilcom Uil precisa che "come sempre abbiamo fatto, se sarà confermata la procedura, avvieremo un confronto presso il ministero del lavoro sapendo che come Uilcom abbiamo necessità di entrare nel merito dei punti salvaguardando, come primo obiettivo, l'occupazione".

Tim, spiega la società, "ha avviato fin dal mese di gennaio un confronto con le organizzazioni sindacali per individuare le misure a sostegno del piano industriale DigiTIM e in particolare definire un piano organici coerente con le finalità e i target annunciati". Sono susseguiti circa due mesi di stallo, parallelamente all'inasprirsi della battaglia sulla governance tra i principali azionisti del gruppo, conclusa con la vittoria del fondo americano Elliott nell'assemblea del 4 Maggio 2018.

Non è stato possibile raggiungere una soluzione condivisa e adeguata alle sfide di trasformazione dell'azienda; sfide imprescindibili per rispondere efficacemente ai cambiamenti tecnologici e produttivi imposti dal mercato.

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