Domenica, 27 Mag, 2018

Italia deferita dalla Corte di Giustizia Europea

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Rufina Vignone | 17 Mag, 2018, 15:39

La Commissione Europea ha infatti deferito il nostro paese alla Corte di giustizia accusandoci di aver violato le norme antismog, quelle sui rifiuti radioattivi e di non aver seguito le indicazioni che prevedevano l'abbattimento degli ulivi del Salento, colpiti dalla xylella. Lo si è appreso nel pomeriggio di ieri, 16 maggio 2018 a Bruxelles. Intanto, la Commissione Ue si prepara a chiedere l'avanzata verso nord della zona di contenimento. Associazioni ambientaliste, alcuni membri dei gruppi politici e alcune amministrazioni locali si sono però sempre rifiutate di adottare la misura "massiva" di eradicazione degli ulivi malati per provare a fermare il batterio, col risultato che la mano "morbida" non ha sortito alcun effetto e anzi, la Xylella è tornata a far paura dallo scorso marzo quando quasi tremila ulivi furono trovati positivi al batterio in un'area dove nel 2015 erano pochi esemplari. Lo ha comunicato oggi la Commissione europea, dalla quale Roma aveva già ricevuto un parere motivato, secondo passo di una procedura d'infrazione, lo scorso luglio, insieme ad Austria, Croazia, Repubblica ceca e Portogallo. I deferimenti sono dovuti a procedure d'infrazione risalenti a tre, quattro anni fa, e possono divenire sanzioni economiche qualora la Corte di Giustizia di Lussemburgo dovesse ritenere insufficienti i tentativi del governo.

Secondo la Commissione europea, l'Italia è colpevole di non aver applicato le misure Ue, tra cui l'abbattimento degli ulivi malati. L'Italia avrebbe dovuto mettere a punto il suo programma entro il 31 dicembre del 2014 ed inviarlo a Bruxelles entro il 23 agosto del 2015, allegandovi gli esiti della Valutazione ambientale strategica. "Questa lentezza è il combinato di procedimenti pendenti al Tar, di resistenze di proprietari ostili agli abbattimenti e della pressante vincolistica nazionale che limita o rallenta la auspicata celerità amministrativa - ha dichiarato ieri sera l'assessore alle Risorse agroalimentari, Leonardo di Gioia, che ha aggiunto - Sapremo analiticamente dimostrare quanti ostacoli si sono frapposti nel normale fluire delle dinamiche di contrasto alla malattia".

"In cinque anni e mezzo - sottolinea Coldiretti - si sono susseguiti errori, incertezze e scaricabarile che hanno favorito l'avanzare del contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando pericolosamente alle porte della provincia di Bari, con effetti disastrosi sull'ambiente, sull'economia e sull'occupazione". Cosa che non è stata fatta.

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