Sabato, 26 Mag, 2018

La truffa dei 2 euro: attenzione al resto, ecco come vi imbrogliano

Federconsumatori Attenzione alla truffa della moneta: 10 Bath scambiati per 2 euro
Remigio Civitarese | 15 Mag, 2018, 19:12

Nel tempo è capitato a tutti di aver visto o di aver ricevuto come resto una moneta molto simile alle nostre 2 euro, ma di valore nettamente inferiore.

Queste due monete sono più facili da trovare a ridosso di ponti e festività, oltre che nelle stagioni turistiche. La differenza principale tra queste due monete è il loro valore: 10 bath equivalgono a soli 25 centesimi di euro. Stiamo parlando della truffa dei 2 euro, che vengono scambiate con monete che, ad una prima occhiata, possono sembrare identiche nella forma e peso della nostra moneta, ma che in realtà sono diverse e, soprattutto, valgono di meno. Il consiglio è quello di prestare sempre attenzione, soprattutto quando ci si trova in luoghi con grande affluenza di turisti, dove aumentano le possibilità di truffe ed errori.

Addirittura per chi ha la sfortuna di scambiare i due euro con i cinque scellini del Kenya si ritroverà una moneta dal valore di 20 centesimi.

La cosa ancora più assurda è che alcuni distributori automatici più obsoleti, non sarebbero nemmeno in grado di riconoscere quale sia la moneta dei due euro originale e quella falsa. Anche Federconsumatori ha lanciato recentemente un allarme, raccomandando a italiani e stranieri in vacanza da noi a prestare attenzione ai resti, controllando che invece dei due euro previsti non vengano dati Bath o scellini kenioti: "stare molto attenti quando si fanno gli scambi di denaro e di valutare bene il resto, soprattutto in prossimità dei centri interessati da un grande afflusso di stranieri e turisti, perché è più facile che si verifichino truffe o errori". L'ultima truffa riguardante proprio le monete in questione si è verificato nel nostro paese nel 2016, quando un esercente di Amalfi è stato proprio vittima di tutto ciò.

Ma un occhio di riguardo va prestato anche se si usano distributori automatici vecchi perché le macchine non sempre distinguono le monete.

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