Sabato, 26 Mag, 2018

Brindisi - Duro colpo alla Sacra Corona Unita, 12 arresti

Brindisi, 12 arresti nella Sacra corona unita/ Pizzini dal carcere per colpire pm antimafia Brindisi. Operazione antimafia intercetta flusso di pizzini in un carcere di massima sicurezza
Rufina Vignone | 15 Mag, 2018, 21:45

Dodici arresti sono stati eseguiti dalla polizia di Brindisi nell'ambito di una operazione antimafia che ha colpito presunti affiliati e fiancheggiatori appartenenti a un nuovo clan della Sacra Corona Unita attiva a Brindisi e Mesagne. I due detenuti, inoltre, mantenevano contatti con numerosi altri soggetti ristretti in vari Istituti Penitenziari italiani, attribuendogli l´investitura mafiosa e, in alcuni casi, sancendone l´affiliazione. Proprio dal carcere di Vocabolo Sabbione riuscivano, tramite pizzini e un cellulare introdotto illecitamente, a coordinare quello che la DDA di Lecce ha definito un "agguerrito gruppo criminale" che progettava piani di fuga dal carcere e vendette nei confronti di alcuni componenti della Procura Distrettuale di Lecce, documentati in alcuni scambi epistolari sequestrati dagli inquirenti.

Brindisi, 12 arresti nella Sacra corona unita: pizzini dal carcere per colpire pm antimafia. Sono tutti accusati di associazione a delinquere di tipo mafioso. Agli altri 3, già detenuti, è stato notificato il provvedimento coercitivo direttamente presso il luogo di detenzione. Per tutti è stata contestata anche l'aggravante di appartenere ad un'associazione armata. Tali risultati giungono alla conclusione di una delicata e complessa attività d'indagine, coordinata dalla DDA di Lecce e svolta dalla Squadra Mobile di Brindisi su impulso e con la collaborazione della Polizia Penitenziaria di Terni, che ha portato all'arresto di 12 persone.

Le perquisizioni si sono rese necessarie perché uno dei promotori dell´organizzazione criminale aveva manifestato l´intenzione di evadere dal carcere, e anche perché aveva espresso una chiara minaccia nei confronti del magistrato che, in passato, lo aveva indagato e fatto condannare all'ergastolo. In occasione di una rappresentazione teatrale, poi, avrebbe fatto in modo di reperire un particolare filo, cd. capello d´angelo, che gli avrebbe permesso di segare le sbarre e tentare, così, l´evasione.

L´introduzione di questo filo diamantato sarebbe avvenuta attraverso una cintura, indossata da un familiare, per partecipare a un colloquio in carcere. Avrebbe impartito ordini, richiesto il sostentamento dei detenuti a chi si trovava all'esterno. Al passaggio presso il metal detector, il complice avrebbe dapprima tolto la cintura per superare il controllo, per poi indossarla nuovamente e sfilare da questa il filo, da consegnare al recluso durante il colloquio.

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