Sabato, 26 Mag, 2018

Arrivano i taxi volanti?

Auto volante o eVTOL? Tecnologia di Uber con U.S. Army e NASA per i taxi del futuro Visualizza La
Irmina Pasquarelli | 14 Mag, 2018, 09:50

I contrasti e l'accoglienza che Uber ha avuto in Italia lasciano presagire che forse quest'innovazione non sarà subito ben accetta nelle nostre città, soprattutto se si pensa che, scopo ultimo di Uber, è lasciare man mano che i droni si guidino da soli, eliminando cosi la figura del tassista.

No, per quanto io sia un fanatico di Ritorno al Futuro non sto scherzando, il noto servizio di trasporti ha annunciato di avere in cantiere una vera e propria flotta di taxi volanti che diventeranno operativi per essere testati in un futuro non troppo lontano, ovvero nel 2020, patendo dalle città statunitensi di Los Angeles e Dallas ed ha rivelato i dettagli del progetto al Summit Uber Elevate di Los Angeles, tenutosi lo scorso 8 e 9 maggio 2018. Queste tre città saranno le prime a offrire i voli di UberAIR, con l'obiettivo di operare voli dimostrativi a partire dal 2020 e iniziare le operazioni commerciali nel 2023.

Questo ambizioso progetto è stato denominato eVTOL, omonimo del nome completo di tali mezzi volanti ed ha già ricevuto le illustri partnership di NASA e dell'esserci degli Stati Uniti d'America.

In aggiunta, è stato concordato con la nasa lo sviluppo di un sistema di monitoraggio del traffico aereo; sono infatti già partite le prime simulazioni e i primi esperimenti. Per tutte le informazioni sul progetto Elevate vi rimandiamo al servizio realizzato dalla CBS (nel video qui sotto) oltre che al paper rilasciato dalla stessa Uber. Questa nuova generazione di taxi volanti ad atterraggio e decollo verticale potrebbe essere realizzata a breve dall'azienda Karem Aircraft che ha recentemente stretto un accordo di collaborazione con Uber Air. Durante la conferenza, Embraer ha svelato il suo primo concetto di eVTOL, la base per arrivare ai taxi aerei urbani.

Edoardo Carlo Ceretti O almeno queste sono le previsioni dell'azienda, che mira ad aprirsi la strada in un mercato ancora inesplorato.

Le controversie che Uber ha dovuto affrontare nel bel paese sono state diverse: Il sistema attraverso l'app che metteva direttamente in contatto il cliente e l'occasionale conducente, e la facilità con cui Uber permetteva di ottenere una temporanea "licenza" di tassista sollevò molti malumori nella categoria.

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