Domenica, 27 Mag, 2018

Leucemia in gravidanza, ma guarisce senza chemio: "E' un miracolo"

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Irmina Pasquarelli | 13 Mag, 2018, 02:26

Ma nè Marzia nè il marito Emanuele accettano una soluzione del genere. Ma alla povera Marzia deve essere crollato il mondo addosso quando ha scoperto che oltre ad essere incinta aveva anche la leucemia.

Il caso di Marzia è stato molto dibattuto perché è la prima volta in cui una cura non chemioterapica viene tentata su una donna in così precoce stato di gravidanza, almeno in Italia.

Marzia Mocera si è presentata in ospedale quando ha notato petecchie emorragiche cutanee agli arti inferiori, presto propagate in tutto il corpo. I medici, dopo le opportune verifiche e un consulto con i colleghi di Ematologia, le hanno diagnosticato la leucemia.

Fabrizio De Nicola, commissario del Policlinico, parla di "uno straordinario lavoro di squadra, che ha coinvolto un nucleo interdisciplinare di grande qualità". "Ai genitori e al nuovo arrivato facciamo i migliori auguri da parte dell'intera Azienda ".

Peccato che i fatti raccontati nel titolone non siano proprio corretti, e come sempre si è cercato un facile clickbait a discapito della corretta informazione. L'obiettivo è stato quello di consentire alla paziente di portare avanti la gravidanza fino ad una età gestazionale tale da avere un parto sicuro con feto maturo. La donna quindi adesso potrà proseguire le cure con le terapie tradizionali.

Ed aggiunge: "È stata sottoposta a stretto monitoraggio ostetrico con controlli ecografici ogni 15 giorni". La crescita fetale è andata avanti regolarmente e non sono state mai riscontrate alterazioni della conformazione morfologica del bambino e degli annessi. La gravidanza è andata avanti senza complicanze ostetriche fino alla 35,4 settimana, "quando si è deciso di procedere al taglio cesareo in quanto era già stata raggiunta un maturità fetale soddisfacente". "Il 23 aprile è venuto alla luce un bel bambino di chili 2,310 in perfette condizioni di salute e che non ha necessitato di cure intensive neonatali".

La gestante è stata trattata con acido retinoico e ha ricevuto una terapia di supporto per il rischio di emorragia, molto alto nei casi di leucemia promielocitica.

"L'inizio della terapia salvavita, uccidendo rapidamente le cellule leucemiche, ne determina il rilascio di sostanze particolarmente tossiche". In definitiva abbiamo applicato un protocollo di monoterapia chemo-free. "Fortunatamente la paziente ha risposto veramente bene al trattamento, con progressiva normalizzazione dei parametri e risoluzione delle complicanze", hanno spiegato dichiarato recentemente i medici durante una conferenza stampa. E dimostra, soprattutto, che c'è una ematologia che funziona; una ematologia che non è solo quella del Policlinico di Palermo ma quella italiana.

Adesso alla neomamma non resta che continuare a lottare.

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