Domenica, 27 Mag, 2018

Iva al 24,2% significherà 242 euro di tasse in più a famiglia

Quanto ci costerebbe l’eventuale aumento dell’Iva Aumenta l'Iva? A pagare di più saranno sempre i soliti: rincari record
Remigio Civitarese | 13 Mag, 2018, 11:31

Roma, 12 mag. (askanews) - Se il prossimo esecutivo non riuscisse a sterilizzare l'aumento dell'Iva, nel corso del 2019 ogni famiglia italiana subirà un incremento medio di imposta pari a 242 euro. Secondo la Cgia il rincaro sarà di 284 euro per famiglia al Nord, di 234 euro nel Centro e di 199 euro nel Mezzogiorno.

Dalla sua introduzione nel 1973, sono trascorsi 45 anni e fino ad oggi è aumentata nove volte, per un totale di 10 punti, un record tra i Paesi Eu. Per il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo, "bisogna assolutamente evitare l'aumento dell'Iva". Ricordo, infatti, che il 60 per cento del Pil nazionale è riconducibile ai consumi delle famiglie. "Se non verrà disinnescato l'aumento, dal 2019 l" Italia sarà il Paese con l'aliquota Iva ordinaria più alta dell'area dell'Euro. Dall'attuale 22%, infatti, si passerà al 24,2%. "Se l'Iva dovesse salire ai livelli record previsti, per le botteghe artigiane e i piccoli commercianti sarebbe un danno enorme, visto che la stragrande maggioranza dei rispettivi fatturati è attribuibile alla domanda interna". "Tuttavia, se l'aumento previsto non sarà ulteriormente spostato in avanti, dal 2019 i consumatori italiani saranno sottoposti all'aliquota Iva ordinaria più elevata tra tutti i Paesi dell'area dell'euro, con un serio rischio che l'economia sommersa assuma dimensioni ancor più preoccupanti", è la conclusione del Segretario della Cgia Renato Mason. Seguono la Germania, con una variazione di +8 punti (era all'11% ed ora è al 19), l'Olanda, con un aumento di 5 punti (dal 16 al 21%), l'Austria e il Belgio, con degli aumenti registrati nel periodo preso in esame rispettivamente di 4 e 3 punti.

Un aumento che, in ogni caso, comporterebbe non pochi problemi a quelle piccole e medie imprese che rappresentano lo zoccolo duro dell'economia italiana.

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