Domenica, 27 Mag, 2018

Il primo embrione artificiale è realtà: niente ovuli né spermatozoi

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Irmina Pasquarelli | 03 Mag, 2018, 13:58

I ricercatori hanno spiegato di essere riusciti a prelevare tessuti embrionali proprio a partire da questa blastocisti e di essere riusciti a prelevare sia quella parte di cellule che nel corso dello sviluppo embrionale darà vita alla placenta, che di quella che invece darà vita all'embrione vero e proprio.

In laboratorio è stato ricreato il primo embrione del tutto artificiale, che non necessita né di ovuli né tantomeno di embrioni: aiuterà ad osservare le prime fasi dello sviluppo di un feto ma in futuro potrebbe portare persino alla creazione di esseri viventi artificiali. Un gruppo di ricercatori olandesi è riuscito a generare in laboratorio un embrione ai primi stadi di sviluppo partendo dalle sole cellule staminali.

Qual è stata la "gestazione" dell'embrione artificiale? Il gruppo di studio coordinato da Nicolas Rivron ha realizzato così in provetta una nuova struttura cellulare del tutto simile alla composizione della blastocisti che si forma subito dopo la fecondazione e che poi si trasforma in embrione.

LA SCOPERTAROMA Per la prima volta al mondo è stata creata in laboratorio una struttura cellulare molto simile a quella di un embrione artificiale a partire da cellule staminali. Ma studiare come si sviluppano precocemente gli embrioni è difficile sia dal punto di vista etico che tecnico. Per adesso però l'embrione artificiale si presenta come una valida opportunità di studio delle prime fasi di sviluppo di un embrione, quelle in cui si forma la placenta e avviene l'impianto nell'utero e che, in molti casi, sono all'origine del fallimento di molte gravidanze. E' un passo in avanti, ha aggiunto, per "comprendere i meccanismi dell'infertilità che nasce da un difetto nell'impianto dell'embrione".

"Premesso che si tratta ancora di uno studio sui topi mi chiedo se abbia senso creare un uomo artificiale".

L'annuncio del primo embrione artificiale è arrivato a 60 anni dalla nascita del primo bambino in provetta e a 22 dalla clonazione della pecora Dolly, che ha aperto la via alla ricerca sulle staminali.

In quel momento la biologia è passata dall'essere una descrizione degli esseri viventi alla sintesi degli esseri viventi. Per ora stiamo parlando di embrione di topo, ma la tecnica utilizzata potrebbe rivelarsi efficace anche per gli esseri umani. Nello sviluppo normale, questo strato esterno andrebbe a formare la placenta, cosi' i ricercatori sperano che il loro modello ci aiuti a capire come si forma la placenta e come l'embrione si impianta nel rivestimento dell'utero e soprattutto quale sia il processo molecolare e genetico che regola questi importanti e delicatissimi momenti dello sviluppo embrionale.

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