Domenica, 27 Mag, 2018

Alfie può tornare a casa, ma non in Italia

Il caso. Alfie, alle 14 si Alfie Evans, diretta in tempo reale: iniziate in questi minuti le operazioni per il distacco dei macchinari
Irmina Pasquarelli | 25 Aprile, 2018, 22:01

Durante lo svolgimento dell'udienza la Polizia del Merseyside ha avvertito gli utenti del web che i sono monitorati i post sui social che riguardano l'Alder Hey e il caso di Alfie Evans e che i commenti lesivi e i comportamenti minacciosi saranno oggetto di indagine e potranno essere presi provvedimenti conseguenti.

Ma, per motivi che sembrano più ideologici che pratici, la corte britannica ha concesso a Alfie di tornare a casa ma non di andare in Italia. Ovviamente, ha precisato, "la durata della sopravvivenza è condizionata dalle condizioni di partenza del paziente, e nel caso di Alfie non possiamo pronunciarci con certezza non avendo avuto modo di visitare il bambino".

Alle 20.35, Thomas, il padre di Alfie, dice: "Abbiamo perso ancora, ci hanno negato la possibilità di partire".

"Un aereo ambulanza è pronto e lo sta aspettando per portarlo in un ospedale italiano", insiste la portavoce, senza precisare se faccia riferimento in prima battuta al Gaslini di Genova o al Bambino Gesù di Roma, entrambi dichiaratisi pronti a continuare ad assistere il bambino. "Chiaramente, l'ospedale e la Corte credevano che, rimuovendo la ventilazione, sarebbe morto entro pochi minuti, ma questo si è rivelato falso", ha detto Kiska. Un bambino malato certo, chiosa il presidente della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca: ma che come tutti i bimbi, non solo il principino nato ieri in casa Windsor, avrebbe diritto di essere trattato fino all'ultimo "come un Royal Baby". "Questo pomeriggio l'Alta Corte ha stabilito che è nel miglior interesse di Alfie sospendere le cure per il mantenimento della vita".

In precedenza i genitori di Alfie Evans avevano rilanciato la richiesta di trasferimento da Liverpool a un ospedale italiano, alla luce della capacità di respirazione autonoma mostrata dopo il distacco dai macchinari. L'ospedale intanto tace invocando "la privacy della famiglia", ma appare in imbarazzo: ancora ieri sera aveva annunciato un bollettino per stamane, poi annullato. La concessione della cittadinanza potrebbe favorire il trasferimento nell'ospedale romano.

Il bambino inglese di 23 mesi, affetto da una grave condizione neurodegenerativa che lo tiene in coma dal dicembre 2016, era stato staccato dal respiratore e dalle macchine per l'idratazione e la nutrizione alle 21.30 di lunedì 23 aprile, ora inglese, ma dopo oltre 10 ore il bambino era ancora vivo, in grado di respirare da solo. "Gli stessi medici sono rimasti stupiti, senza parole" ha commentato Tom Evans, 21 anni. E lancia una richiesta di aiuto: "abbiamo bisogno di aiuto, abbiamo bisogno dei supporti vitali".

I genitori ritengono però che i suoi siano invece movimenti di risposta agli stimoli, come hanno dichiarato in tribunale, dove hanno deciso di difendere la loro posizione senza l'ausilio di un avvocato.

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