Domenica, 22 Aprile, 2018

Fmi, accelera crescita dell'Italia: +1,5% nel 2018. "preoccupa l'incertezza del dopo voto"

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Zaira Scannapieco | 17 Aprile, 2018, 18:19

Il debito pubblico è visto in calo al 129,7% del pil nel 2018, dal 131,5% del 2017, e il calo dovrebbe proseguire nel 2019 quando il rapporto è dato al 127,5%. Per il quarto trimestre 2018, la stima del Fondo monetario è di un incremento dell'1,3% rispetto allo stesso periodo del 2017 mentre nell'ultimo trimestre 2019 la previsione è di un aumento tendenziale dell'1,1%. L'Fmi ne ha anche per la Germania, che "ha uno spazio fiscale che dovrebbe essere utilizzato per aumentare gli investimenti pubblici in aree che innalzerebbero la crescita potenziale migliorando la produttività e aumentando la partecipazione della forza lavoro delle donne e proveniente dalla recente immigrazione".

Rispetto alle previsioni di ottobre, le stime per il nostro Paese sono state invece riviste al rialzo di 0,4 punti per il 2018 e di 0,2 punti per il 2019. Parola del Fondo Monetario Internazionale che nel suo World Economic Outlook ha rivisto al rialzo le stime di crescita per l'Italia: dopo il +1,5% del 2017, il Pil 2018, salirà dell'1,5%, ovvero 0,1% punti percentuali in più rispetto alle previsioni di gennaio, in linea comunque con quanto indicato dal governo a settembre nella nota di aggiornamento al Def. Per il 2019 la crescita viene confermata all'1,1%. La Germania crescerà infatti quest'anno del 2,5%, la Francia del 2,1% e la Spagna del 2,8%. Madrid e Atene sono, però, alle prese con tassi di disoccupazione molto più elevati di quello dell'Italia.

Secondo l'Fmi, l'Italia dovrebbe rivedere la contrattazione salariale collettiva così da consentire una maggiore flessibilità per allineare i salari con la produttività. "L'incertezza politica dà anche origine a rischi di attuazione delle riforma o alla possibilità di riorientamenti delle politiche, anche nel contesto delle elezioni imminenti o delle loro conseguenze immediate in diversi Paesi", afferma il Fmi nel suo World Economic Outlook citando Brasile, Colombia, Italia e Messico.

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