Sabato, 21 Aprile, 2018

Siria, Usa a Onu: finito tempo parole

Guerra in Siria: Salvini non farti fregare da Macron! Siria, Trump: “Missione compiuta, grazie a Francia e Uk”
Rufina Vignone | 16 Aprile, 2018, 09:42

Nella pagina successiva le reazioni dell'Iran e della Russia all'attacco USA in Siria. Ritrova il marito, il cognato e Malaz al secondo piano dell'edificio, dove alla fine crolla per terra, ma restando cosciente.

La delegazione si trovava a Damasco da mercoledì. Non si ha notizia di vittime civili e il capo del Pentagono James Mattis ha sottolineato lo sforzo per evitarle. Non è l'uomo (sempre ammesso, come dicevo, che possa definirsi un uomo), ma ciò che alberga e si manifesta in lui: ovvero il Potere.

Cosa spinge Macron e la May a obbedire allo schiocco di dita di Trump che ha dato il via al raid? Ufficialmente chi accusa il regime siriano di aver fatto uso di armi chimiche è una ONG, la "Elmetti Bianchi". Questo attacco rappresenta una punizione per l'uso da parte delle forze governative di Bashar al-Assad di armi chimiche poco più di una settimana fa, a Douma nella parte orientale di Damasco. Man mano che la Russia consolida la propria posizione in Siria, l'Alleanza Atlantica vede infatti l'influenza del suo principale competitore allargarsi, dall'Artico ai Baltici, dall'Est Europa ai Balcani, al Caucaso, fino al Medio Oriente.

Sta di fatto che Trump ha cancellato la sovranità dell'Onu, ignora la prevedibile opposizione all'intervento di Mosca e impone a Francia e Gran Bretagna di assecondarlo in una vera e propria azione di guerra, in chiara contraddizione con l'annuncio dell'imminente ritiro delle truppe americane dalla Siria. Ieri Macron lo ha chiamato, per cercare di ricucire il rapporto.

Intanto, nonostante ci vorrà del tempo per una valutazione completa sui risultati dei raid, Trump esulta: "Missione compiuta", ha scritto di primo mattino su Twitter. E "totale sostegno" al raid è giunto anche da Israele e Canada.

L'America: "la Russia usa il veto il Consiglio di sicurezza dell'Onu, come il regime siriano usa il Sarin". Stesso discorso per l'Iran, altro grande sponsor di Damasco. Le altre due sono rappresentate dalle armi biologiche e da quelle nucleari. È davvero possibile che Usa ed alleati si siano inventati una guerra per rispondere con altra guerra? Anche l'agenzia Reuters riporta una news scottante "Dopo una valutazione preliminare - si legge - Washington ritiene che non è stato possibile comprendere effettivamente se l'attacco sia stato opera dell'esercito siriano o di gruppi terroristici". Le guerre civili sono lunghe e sanguinose. E in effetti Parigi non ha neppure provato a negarlo oggi, facendo sapere al mondo per bocca della ministra della Difesa, Florence Parly, che sì, i russi erano stati "avvertiti in anticipo d'intesa con gli alleati". Se non fosse per il manto nero di mamma Amani, quasi un avvertimento, potrebbero essere figlie nostre che dopo aver corso tutto il pomeriggio in giardino stanno per addormentarsi nei loro lettini e fare sogni d'oro. Lui vuole concentrarsi sull'Isis. Che nel consueto appuntamento domenicale con i lettori della sua Repubblica, quella di carta, ha in qualche modo invertito l'ordine delle gerarchie di governo suggerito la domenica precedente. E' pur vero che tutte le capitali europee, dopo l'attacco, hanno condiviso la scelta dell'intervento militare sul territorio della Siria. Su queste basi, aldilà della retorica infuocata, Washington spera che Mosca recepisca il messaggio.

Il problema è che, al di là delle testimonianze di medici, volontari e sopravvissuti, è impossibile raccogliere altre prove per così dire materiali, perchè al momento la zona è sotto il pieno controllo di russi e del governo di Assad che hanno promesso, nel prossimo futuro, di rendere la zona accessibile a verifiche in tal senso (ammesso che i fatti di sabato non abbiano mandato in fumo la promessa). Se il Cremlino lo capisce e torna a Ginevra, si apre la porta per una soluzione negoziata.

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