Sabato, 21 Aprile, 2018

Scandalo Facebook, scopri se hanno spiato i tuoi dati

Da oggi saprai se Cambridge Analytica ha rubato i tuoi dati su Facebook Datagate, Zuckerberg pronto a fare “mea culpa”
Rufina Vignone | 14 Aprile, 2018, 10:19

Gli utenti possono vedere se le loro informazioni sono state condivise con Cambridge Analytica tramite questa pagina. Ma la risposta completa è un po' più complicata. Vediamo cosa è emerso, tenendo nel conto anche degli appunti rubati a Zuck - raccontano bene le linee rosse da non oltrepassare - oltre che facendo il bilancio delle ore di interrogatorio spesso perse in domande bizzarre o vaghe (sugli oppioidi, su casi specifici e spesso curiosi di deputati e senatori, su aspetti sollevati mille volte) e risposte evasive orientate a spedire la palla in calcio d'angolo.

Come controllare se l'account è stato violato?

Più trasparenza, miglioramento dei controlli grazie all'intelligenza artificiale e un comitato indipendente di esperti e accademici che monitori quanto accade sul social network. Ma chi decide quali siano queste minacce? Il CEO ha promesso di tornare al Congresso per spiegare nel dettaglio le procedure utilizzate per identificare gli account che diffondono informazioni errate.

Adam Kinziger, rappresentante repubblicano dell'Illinois, ha chiesto al CEO come Facebook gestisca le richieste fatte dalle forze dell'ordine di paesi stranieri. "Noi siamo una azienda tecnologica", ha detto Zuckerberg, "perché il nostro lavoro è principalmente fatto da ingegneri e ci rivolgiamo alle imprese".

Facebook comunque sta già agendo in maniera trasparente inviando una notifica a tutti coloro che sono stati in qualche modo inseriti nelle liste di Cambridge Analytica. Durante la lunga audizione in Senato sullo scandalo di Cambridge Analytica, Mark Zuckerberg ha risposto a ogni domanda con grande sicurezza e mantenendo la linea che ha scelto ormai da tempo: ammissione degli errori e di ferma volontà di rimediare alle intrusioni di soggetti terzi interessati a usare e abusare dei dati degli iscritti.

Quanto restano a disposizione i dati?

Interrogato al Senato degli Stati Uniti, Zuckerberg ha dichiarato di essere pronto a tutelare al massimo la privacy dei suoi utenti, con il fine di rendere Facebook un posto migliore e che offra possibilità per tutti.

"Il compito dei coach in questo caso mira ad 'allenare' la mente di Mark Zuckerberg e predisporla al cambiamento improvviso di mentalità e credibilità riguardo il suo operato - continua Re - Le difficoltà a cui si cerca di far fronte anche attraverso il coaching e con un impiego più consapevole delle proprie risorse, sono comuni e trasversali, e colpiscono indistintamente tutti: i ventenni come i cinquantenni 'attivi'". Il suo appello è all'equilibrio, e alla necessità di evitare regole che finiscano per soffocare le startup tarpando le ali a sviluppo e novita'.

Il motivo della debolezza di Facebook sul terreno della privacy risiede principalmente nel fatto che si tratta di un servizio gratuito offerto da una società che genera la maggior parte del proprio fatturato vendendo agli inserzionisti pubblicità profilate, basate su dati, demografia, e preferenze degli iscritti. Il fondatore e Ceo ha tenuto duro sul primo punto e tuttavia ceduto sul secondo. I dati utili vengono inviati a Facebook sia che si faccia clic su uno dei suoi pulsanti o meno. Regole e privacy sono le preoccupazioni del Congresso.

Un sondaggio condotto questa settimana su 1.000 cittadini statunitensi, ha rilevato che solo il 9% dei partecipanti ha cancellato del tutto il proprio account.

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