Domenica, 22 Aprile, 2018

Russia, tribunale ordina di bloccare la app Telegram

Telegram: la corte russa blocca la celebre app di messaggistica L'app di messaggistica Telegram è stata bloccata in Russia
Rufina Vignone | 14 Aprile, 2018, 01:05

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Con la sua sentenza, pronunciata in assenza dei rappresentanti di Telegram, che non si sono presentati in segno di protesta, il tribunale ha stabilito per la chat l'obbligo di fornire ai Servizi di Sicurezza Federali russi (FSB) le chiavi di decrittazione necessarie per accedere ai dati degli utenti. I giudici hanno accolto la richiesta da parte dell'organismo russo di controllo sui media contro l'applicazione per il rifiuto da parte dei creatori di Telegram di condividere col governo le informazioni sugli utenti.L'applicazione di messaggistica resterà bloccata in Russia fino a quando non fornirà i codici di criptaggio, ha reso noto il tribunale russo.

E' questo l'ultimo passaggio di una lunga contesa fra la popolare app messaggistica e le autorità russe, iniziata nel giugno del 2017 quando, per la prima volta, il Roskomnadzor chiese a Telegram di consegnare ai servizi segreti russi le chiavi per decrittare i messaggi fra gli utenti, pena il blocco del servizio.

L'Fsb ha chiesto, a più riprese, la condivisione delle chiavi di accesso crittografiche ma i gestori dell'app di messagistica si sono sempre rifiutati lamentando una violazione dei diritti circa la privacy della corrispondenza. Gli avvocati dello studio internazionale Agora, che rappresentano gli interessi di Telegram in Russia, hanno annunciato l'intenzione di ricorrere in appello contro la decisione del tribunale.

Il governo russo ha iniziato a bloccare l'app di messaggistica Telegram, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa locale Tass. "Ora è importante per noi acquisire la decisione del tribunale, studiarla e, certamente, ricorrere in appello", ha aggiunto. "Telegram utilizzerà metodi incorporati per bypassare il blocco (imposto da una corte russa) senza richiedere l'intervento degli utenti, sebbene l'accessibilità al 100% del servizio senza Vpn non sarà garantita", ha spiegato Durov. Il fondatore e CEO di Telegram, Pavel Durov, ha risposto duramente al blocco, attraverso un messaggio sulla piattaforma, nel quale ha affermato che la sua compagnia può permettersi di non tenere conto del fatturato e della vendita di spazi pubblicitari, e che il potere che i governi hanno sulle aziende del mondo IT si basa proprio sul denaro.

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