Venerdì, 27 Aprile, 2018

Berlusconi: "Di Maio non dica cosa devo fare"

Elezioni a Terni, la Lega rompe gli indugi e candidato sindaco l'avvocato Latini, con la benedizione di Salvini. Forzisti M5S e Lega bloccati da Berlusconi: Di Maio, «Salvini si prenda le sue responsabilità»
Rufina Vignone | 14 Aprile, 2018, 18:43

Leonardo Latini in campo Fra due mesi, come noto, si vota per dare una amministrazione alla seconda città umbra (dopo la debacle del centrosinistra e il commissariemneto del Comune per dissesto finanziario) e i salviniani, dopo riunioni, tavoli, contatti, veti incrociati, candidati più o meno plausibili bruciati, hanno preso l'iniziativa, hanno accelerato e, da primo partito della coalizione, hanno scelto l'avvocato ternano, il 44enne Leonardo Latini, come il proprio alfiere da proporre, già in queste ore, al resto della coalizione. Ma Di Maio, irremovibile, ha risposto che Berlusconi deve fare un passo di lato.

Meloni ha lavorato per portare la coalizione unita con tutti i suoi leader al Quirinale. "Senza questa condizione la trattativa non potrà neanche iniziare" - è la condizione di Fi, dettata da Maria Stella Gelmini, al termine del vertice a Palazzo Grazioli convocato prima dell'incontro al Quirinale. Intorno a questi temi è necessario formare un governo che faccia cose, e non sia bloccato da veti: il centrodestra è pronto a farsi carico di questa responsabilità unitariamente, formando un governo forte e di lunga durata.

La sua colpa è stata quella di mostrare perplessità sulla svolta politica della Lega, che da partito del Nord si è trasformata in partito nazionale-nazionalista e, soprattutto, di averlo fatto su Faceboook.

"La Lega deve prendersi sue responsabilità - spiega ancora Di Maio - perchè sta dicendo che o che vuole fare un governissimo che non ci vede assolutamente d'accordo o che vuole tornare al voto, ipotesi che scongiuriamo ma di cui non abbiamo paura e su cui non abbiamo niente da perdere". Toninelli parla anche del confronto con il Pd: "a loro abbiamo proposto di scriver insieme il contratto di governo". Nel lasciare la sala ha preceduto Silvio Berlusconi - che ha scostato lui e Giorgia Meloni - e dunque non ha assistito bene allo show anti 5 Stelle del fondatore di Forza Italia.

Perde quasi due punti il Movimento 5 stelle che dalla settimana scorsa è passato dal 34,5 per cento dei consensi al 32,6. Movimento 5 Stelle resta fermo sulle sue posizioni: Di Maio premier e Lega lasci la coalizione e Berlusconi. Se gli altri lo hanno fatto, ci dispiace. E nel sottolineare che "Trump ha voluto avere al suo fianco la Francia e il Regno Unito", chiede un'accelerazione sulla formazione del Governo. "Il paese ha bisogno di scelte chiare- continua il Segretario Pd-, le forze che hanno prevalso il 4 marzo hanno il dovere di dire agli italiani che cosa intendono fare". "Noi con coerenza e impegno continueremo a fare il nostro lavoro da minoranza parlamentare e a supportare il lavoro che sta facendo il presidente Mattarella". Non viene citato il termine "opposizione", ma Martina ribadisce che "noi saremo responsabili e rispettosi delle indicazioni del Presidente Mattarella": non viene chiarita quindi se vi sia qualche disponibilità del Pd a partecipare a un esecutivo di larghe intese.

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