Domenica, 22 Aprile, 2018

Zuckerberg e la delicata questione Facebook

Il Congresso attacca Zuckerberg: protezioni ai consumatori o nuove regole per Facebook e hi-tech Tutto quello che ha detto (e non ha detto) Mark Zuckerberg
Rufina Vignone | 13 Aprile, 2018, 21:03

Vendita dei dati personali.

Per quanto la stampa abbia accolto positivamente l'intervento e il titolo abbia ricominciato a volare in borsa, restano però aperti diversi interrogativi che il genio dell'informatica nato a White Plains non ha saputo sciogliere.

Se cancello definitivamente il mio account, Facebook ha ancora i miei dati? "Al momento non ho a disposizione questi dati ma ve li farò avere al più presto" è stata una delle risposte più utilizzate dal CEO durante il doppio interrogatorio.

Il 17 marzo 2018 grazie al New York Times e a The Observer, ha ufficialmente preso il via lo scandalo "Cambridge Analytica", la società di comunicazione politica che avrebbe rubato 87 milioni di profili di utenti Facebook allo scopo di produrre campagne mirate per partiti o cause conservatrici.

In caso positivo ossia nel caso in cui non siate stati "violati", oltre a tirare un sospiro di sollievo, vi raccomandiamo, come lo stesso social network sta facendo, di controllare nella vostra pagina delle applicazioni su Facebook quali hanno accesso ai vostri dati ma soprattutto di rimuovere quelle che non utilizzate più da tempo o che vi possano nutrire dei dubbi.

Ma è stata la seconda sessione, quella tenutasi presso la camera bassa, ad aver messo Mark Zuckerberg più duramente alla prova: nello spazio di cinque ore, i rappresentanti lo hanno messo sulla graticola, con domande taglienti riguardo agli argomenti più disparati, come la libertà di espressione, la censura, la necessità di porre un freno ai discorsi inneggianti al terrorismo, la necessità di creare degli strumenti giuridici simili a quelli che entreranno in vigore a maggio nell'Unione Europea (il cosiddetto GDPR, Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati). Quello che apprezzo del Gdpr è che "consente agli utenti di essere sempre in controllo dei dati che condividono con le aziende, di cosa viene fatto con quei dati e eventualmente di cancellarli". Il CEO non ha saputo rispondere, ma ha promesso di confrontarsi con il suo team e di fornire al più presto un punto di vista ufficiale dell'azienda. "Ma ora so che siamo responsabili anche dei contenuti pubblicati sulla nostra piattaforma quindi sì, siamo una media company".

Zuckerberg si è impegnato a discutere con il senatore democratico del Massachusetts, Ed Markey, la stesura di una proposta di legge per tutelare in modo particolare la privacy dei minori sul suo social network. "Ci sarà anche un consenso speciale per quello che riguarda le tencologie del riconoscimento facciale degli utenti", ha provato a difendersi rilanciando Mr Facebook davanti alla Camera Usa.

Morgan Griffith, rappresentante repubblicano della Viriginia, ha chiesto a Zuckerberg di impegnarsi per esaminare i progetti di estensione della banda larga nelle zone rurali americane.

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