Sabato, 21 Aprile, 2018

Ocse: una patrimoniale per ridurre le diseguaglianze

Ocse: Ocse, patrimoniale in Italia per combattere le disuguaglianze/ La soluzione per ridurre i divari di ricchezza
Remigio Civitarese | 13 Aprile, 2018, 20:49

Attenzione, stavolta a dirlo stavolta non è la Cgil, che da anni spinge per questa soluzione, ma l'Ocse, che ha pubblicato due rapporti - "The Role and Design of net wealth taxes", dedicato proprio alle tasse sulla ricchezza netta, e "Taxation of household savings", una fotografia dei vari sistemi fiscali messi a confronto - dai quali emerge che un'imposta patrimoniale sarebbe utile al nostro paese.

"La patrimoniale può ridurre le disuguaglianze sociali, anche l'Ocse lo sostiene". La richiesta arriva direttamente dall'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che ha affermato come proprio il nostro Paese, all'indomani di questa forte crisi economica attraversata nell'ultimo decennio, sia uno di quei paesi in cui la disuguaglianza sociale risulta aumentata e sempre più palese la concentrazione di ricchezza verso l'alto. Di contro, lì dove la tassa di successione non c'è e dove le imposte sui redditi sono più basse, allora potrebbe avere dei risultati positivi nel diminuire più velocemente i divari di ricchezza. Ponendo l'accento sulla distribuzione del reddito e della ricchezza, è emerso come dopo la crisi la tendenza ad una maggiore disuguaglianza di ricchezza non sia mai passata di moda.

Dall'imposizione della tassa patrimoniale, conclude Perniciano, "si ricaverebbero importanti risorse che potrebbero essere investite nel finanziamento di un Piano straordinario di creazione di occupazione, in particolare giovanile, e favorire così la riduzione delle disuguaglianze". "Dati comparabili per sei Paesi Ocse (Australia, Canada, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti) indicano che, dalla crisi, la concentrazione di ricchezza al vertice è aumentata in quattro di essi (Italia, Paesi Bassi, Stati Uniti Stati e il Regno Unito), mentre la disparità di ricchezza nella parte inferiore della distribuzione è aumentata in tutti i Paesi tranne il Regno Unito". Al contrario, potrebbe funzionare ed essere utile dove la tassa di successione non esiste e dove le imposte sui redditi sono particolarmente basse.

La possibilità dell'introduzione della patrimoniale ha allarmato sia Confindustria che Confedilizia, attraverso i rispettivi presidenti, Vincenzo Boccia e Giorgio Spaziani Testa. "Sarebbe meglio una riforma fiscale che aiuta chi produce, il mondo del lavoro, i lavoratori e le imprese, non sui patrimoni delle persone".

In poche parole l'organismo invita il Belpaese ad introdurre una patrimoniale per permettere di recuperare un po' quel gap che si è venuto a creare tra ricchi e poveri, e di imitare quindi quanto già fanno 4 paesi dell'area Ocse (anche se nel 1990 i Paesi ad avere una patrimoniale erano 12).

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