Venerdì, 27 Aprile, 2018

Allergie alimentari ne bambini, tutta colpa della genetica?

Allergie alimentari, boom soprattutto tra più piccoli Allergie alimentari: nei bimbi possono essere le salviettine detergenti
Irmina Pasquarelli | 11 Aprile, 2018, 13:40

Chi avrebbe mai detto che le salviettine umidificate, igieniche, usate per detergere e pulire la pelle dei bambini avessero un ruolo nel boom di allergie alimentari registrato negli ultimi decenni. Si tratta di un mix di fattori genetici e ambientali che minano l'organismo a partire dalla tenera età. "Questa è una ricetta per lo sviluppo di allergie alimentari - ha commentato Cook-Mills - E' un importante progresso nella nostra comprensione di come l'allergia alimentare inizi presto nella vita". LA scoperta è contenuta nello studio di Joan Cook-Mills, professore di immunologia allergologica presso la Scuola di Medicina Feinberg della Northwestern University, pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology. Gran parte di questa condizione è spiegata da almeno tre diverse mutazioni geniche che vanno a ridurre la barriera cutanea. In questo senso dovranno emergere nuove abitudini in casa, come limitare l'uso di salviette detergenti per neonati e il lavarsi le mani prima di maneggiare il bambino.

I topi hanno avuto reazioni allergiche nei siti dell'esposizione cutanea, reazioni allergiche a livello intestinale e gravi reazioni allergiche alimentari di anafilassi, misurate con una riduzione della temperatura corporea. Dunque, alla luce dei risultati di questo studio, alcuni fattori di rischio possono essere modificati già all'interno delle mura domestiche: i bambini, infatti, sono esposti agli allergeni ambientali presenti nella polvere di casa ma, a volte, anche agli effetti prodotti da semplici gesti di cura o di affetto. "Sia gli antibiotici che gli antiacidi possono alterare il normale microbioma e ci sono sempre più prove che le alterazioni possono potenzialmente aumentare il rischio di allergia", ha aggiunto l'esperto. Spesso, poi, queste dermatiti o eczemi possono essere scambiati per un problema di pelle secca. Considerando che si parla di circa mezzo milione di bambini allergici, è bene ricordarsi di fare attenzione ai fattori scatenanti e soprattutto alle successive reazioni del piccolo in seguito all'assunzione del cibo. Sono i cibi che provocano più allergie.

Gli agenti chimici inseriti nelle salviette profumate; il contatto con particelle di cibo presenti sulle mani di chi si prenda cura dei neonati; gli allergeni diffusi nella polvere dell'ambiente domestico e la predisposizione genetica che altera la barriera lipidica della pelle, tutti insieme rappresentano una vera e propria "bomba a orologeria", che sarebbe alla base dell'aumento sensibile di allergie alimentari infantili, in particolar modo nei Paesi occidentali. Di cui 270mila sono bimbi tra 0 e 5 anni; 180mila tra i 5 e i 10 anni e 120mila tra 10 e 18 anni.

Crescono le allergie alimentari, soprattutto fra i più piccoli, e le crisi anafilattiche una volta su tre esplodono fra i banchi di scuola dove solo raramente il personale è addestrato a gestire l'emergenza.

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