Venerdì, 27 Aprile, 2018

Cina pronta a rispondere se Trump va avanti con nuovi dazi

Pechino risponde a Trump scontro aperto sui dazi MERCOLEDI 4 APRILEPechino risponde a Trump scontro aperto sui dazi
Remigio Civitarese | 09 Aprile, 2018, 00:18

Nuova sfida del presidente Usa Donald Trump alla Cina, con la minaccia di imporre ulteriori dazi su merci cinesi per 100 miliardi di dollari. "Sull'interscambio sino-americano, la Cina ha definito una posizione molto chiara", ha detto ancora il portavoce, "non vogliamo una guerra commerciale, ma non ne abbiamo paura".

Snocciolando alcuni dati si nota come le importazioni cinesi dagli USA abbiano superato i 153 miliardi di dollari in soli due anni da quando la Cina, nel 2001, ha fatto il suo ingresso nella World Trade Organization (WTO). Membri dell'amministrazione Trump nei giorni scorsi erano invece intervenuti stemperando il clima e, enfatizzando la possibilità di negoziati, avevano ridimensionato la prospettiva di una guerra commerciale.

Trump ha tuttavia proseguito lasciando a sua volta aperta la porta per negoziati: "Gli Stati Uniti sono comunque pronti a discussioni per continuare a sostenere il nostro impegno nel perseguire un commercio libero, giusto e reciproco e proteggere la tecnologia e la proprietà intellettuale delle aziende americane e degli americani", si legge ancora nella dichiarazione del presidente Trump. Il ministero del Commercio è anche pronto a lanciare dazi su 128 merci statunitensi importate per un valore complessivo di 3 miliardi di dollari, per controbilanciare le perdite causate dai dazi sulle importazioni di acciaio e di alluminio varati dall'amministrazione Usa. "Le barriere commerciali devono essere abbattute per incoraggiare la crescita economica in America e nel mondo", che conclude: "Non consentirò mai che pratiche di commercio ingiuste minino gli interessi americani". Giovedì è stata innescata la miccia: il presidente americano Donald Trump ha promosso nuovi dazi su oltre 1.300 prodotti cinesi. Una scelta motivata dal tycoon con la compensazione della presunta violazione della proprietà intellettuale americana da parte di Pechino, con l'entrata in vigore prevista dopo l'11 maggio 2018.

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