Venerdì, 22 Giugno, 2018

Consulta respinge dimissioni Zanon: lui si autosospende

Nicolo’ Zanon Nicolo’ Zanon
Rufina Vignone | 14 Marzo, 2018, 04:10

Passi, si fa per dire, un politico, passi (per abitudine alle statistiche) anche un comune magistrato, ma un giudice della Corte costituzionale proprio no. Eppure, è successo: Nicolò Zanon, nominato alla Consulta da Giorgio Napolitano nel 2014, è indagato per peculato. La vicenda, a quanto si apprende, riguarderebbe l'utilizzo dell'auto di servizio e dei buoni carburante.

E' certo che potrà dimostrare "l'insussistenza" delle accuse.

Nato a Torino il 27 marzo 1961, avvocato, docente di diritto costituzionale alla Statale di Milano, ha insegnato anche in altri Atenei, tra cui la Bocconi e l'università di Padova. Dal 1996 al 1997 è stato assistente di studio alla Corte costituzionale del giudice Valerio Onida.

Come prevede la legge, gli era stata messa a disposizione l'auto blu con autista per tutti i suoi bisogni di lavoro ma quando lui non era impegnato e quindi non utilizzava la vettura, questa sarebbe stata spesso utilizzata dalla moglie per i suoi scopi. "Tuttavia per rispetto dell'etica istituzionale e della funzione che ricopro, nonché per il rispetto che porto verso il Presidente della Corte Costituzionale, ho ritenuto di presentare le mie dimissioni al Presidente della Corte, Giorgio Lattanzi", ha dichiarato Zanon dopo aver appreso dell'indagine che lo riguarda.

Nei mesi scorsi un altro giudice costituzionale finì indagato dalla Procura di Roma: Augusto Barbera.

Fonti investigative qualificate, scrive La Repubblica, riferiscono che il ragionamento del giudice costituzionale e Cavaliere di Gran Croce davanti al procuratore Ielo non sia andato molto al di là di una causidica puntualizzazione sull'aggettivo - "esclusivo" - che per regolamento disciplina l'assegnazione e l'uso della benedetta macchina blu. In quel caso le contestazioni riguardavano presunti illeciti legati a concorsi universitari per sostenere un candidato.

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