Domenica, 27 Mag, 2018

Istat: disoccupazione 2017 cala all'11,2%, minimo da 2013. Ma al Sud

Remigio Civitarese | 13 Marzo, 2018, 12:26

Per il terzo anno cresce il lavoro a tempo pieno, in maniera piu' forte rispetto al recente passato (+231 mila, +1,3%); si attenua invece la crescita del part time (+34 mila, +0,8%) che per la prima volta non riguarda la componente involontaria: l'incidenza del part time involontario scende al 61,0% (-1,6%) sul totale del tempo parziale e all'11,4% sul totale degli occupati (-0,3 punti). Il numero delle persone in cerca di un lavoro si riduce di oltre 100mila unità (-105mila, -3,5%).

Nel 2017 l'Istat ha registrato inoltre tra gli stranieri una maggiore crescita del tasso di occupazione (+1,1 punti in confronto a +0,7 gli italiani) e un calo più accentuato del tasso di disoccupazione (-1,0 rispetto a -0,4 punti). Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Inoltre, al forte calo dei disoccupati si associa la diminuzione del numero di inattivi. La dinamica tendenziale mostra una crescita di 279 mila occupati (+1,2% in un anno) circoscritta ai dipendenti (+2,2%), in circa nove casi su dieci a termine, a fronte di un nuovo calo degli indipendenti (-1,9%). Nel quarto trimestre 2017 prosegue la crescita dell'occupazione e del relativo tasso per i giovani di 15-34 anni.

Nel 2017, aggiunge l'Istat, l'occupazione è aumentata più per le donne, sia nei livelli (+1,6% rispetto a +0,9% degli uomini) che nel tasso (+0,8 e +0,6 punti, rispettivamente). Le transizioni verso l'occupazione interessano le donne, i giovani, e sprattutto gli individui con elevato livello di istruzione e i residenti nel Mezzogiorno. Dal punto di vista congiunturale i nuovi dati sul mercato del lavoro, fa notare l'Istat, si inseriscono in un quadro espansivo per l'economia italiana, con il pil che nel quarto trimestre del 2017 è cresciuto dello 0,3 per cento, l'1,6 su base annua. Nella ricerca di lavoro continua a prevalere l'uso del canale informale: rivolgersi a parenti, amici e conoscenti rimane la pratica più diffusa, seppure in diminuzione (83,3%, -1,0 punti); seguono l'invio di curriculum (67,6%, -1,7 punti) e la ricerca tramite internet (56,9%, -2,4 punti). La riduzione, a ritmi meno intensi, degli inattivi di 15-64 anni (-118 mila in un anno) è dovuta esclusivamente a quanti vogliono lavorare (le forze di lavoro potenziali).

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