Venerdì, 25 Mag, 2018

Bankitalia: "Una persona su quattro è a rischio povertà. Aumentano le disuguaglianze"

Banca d'Italia: nel Paese sale la povertà Una persona su quattro è a rischio Ricchezza in mano al 5% di Bankitalia: 5% famiglie più ricche detiene 40% ricchezza
Remigio Civitarese | 12 Marzo, 2018, 18:32

Nel 2016, rispetto all'edizione precedente, riferita al 2014, il reddito equivalente medio delle famiglie italiane e' cresciuto del 3,5%.

È aumentata tuttavia la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi che, misurata dall'indice di Gini, è tornata in prossimità dei livelli prevalenti alla fine degli anni novanta del secolo scorso. Tra il 2014 e il 2016 la ricchezza netta è diminuita, quasi interamente per effetto del calo del prezzo delle case.

Secondo l'indagine di Bankitalia, in Italia quasi una persona su quattro era a rischio povertà nel 2016. Tuttavia questo fenomeno ha interessato soprattutto quelle famiglie con un capofamiglia 'senior', ovvero oltre i 45 anni: in questa fascia la quota e' scesa dal 38 al 29%. Per queste famiglie, la quota di attività finanziarie sul patrimonio lordo oscilla attorno al 10%, avvicinandosi al 20% solo per il 5% più ricco. Il 30% più ricco delle famiglie ha circa il 75% del patrimonio netto rilevato nel complesso, con una ricchezza netta media di 510.000 euro. "Al netto della variazione dei prezzi è un valore sostanzialmente analogo a quello rilevato nelle indagini sul 2012 e sul 2014 ma ancora inferiore di circa il 15 per cento a quello registrato nel 2006, prima dell'avvio della crisi finanziaria globale", come si legge nello studio. Tra il 2014 e il 2016 il reddito medio familiare è stato sospinto da quello da lavoro dipendente che ha beneficiato della crescita del numero di percettori e dell'aumento delle retribuzioni medie annue pro capite. "Una soglia - precisa la Banca d'Italia - convenzionalmente usata per individuare il rischio di povertà e pari nel 2016 a circa 830 euro mensili". In compenso, al netto di imposte sul reddito e contributi, il reddito annuo familiare 2016 degli italiani si è attestato a 30.700 euro, appena cento euro in più rispetto al 2014. Per contro, sono diminuiti, ancorchè in misura contenuta, i redditi da lavoro autonomo, da proprietà e da pensioni e trasferimenti; in quest'ultimo caso, il calo è derivato dalla riduzione della quota di famiglie che li percepiscono, a fronte di una crescita dei loro valori medi. "La quota di famiglie indebitate ha continuato a ridursi, al 21 per cento; il valore mediano del rapporto tra l'ammontare complessivo dei debiti familiari e il reddito è sceso al 63 per cento, dal picco dell'80 registrato nel 2012", spiega il rapporto Bankitalia. Questi alcuni dati che emergono dall'indagine sui bilanci delle famiglie italiane nel 2016 di BANKITALIA, secondo cui l'incidenza di questa condizione e' piu' elevata tra le famiglie con capofamiglia piu' giovane, meno istruito, nato all'estero e per le famiglie residenti nel Mezzogiorno. Al 30% delle famiglie più povere invece l'1% della ricchezza. La quota di proprietari è però ancora diminuita tra le famiglie con capofamiglia fino a 45 anni dal 59% al 52% tra il 2006 e il 2016. L'11% delle famiglie indebitate è vulnerabili, deve pagare cioè una rata superiore al 30% del proprio reddito.

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