Venerdì, 22 Giugno, 2018

Mais ogm, nessun rischio per la salute

Mais ogm, nessun rischio per la salute Mais ogm, nessun rischio per la salute
Irmina Pasquarelli | 15 Febbraio, 2018, 19:49

La notizie emerge da uno studio ventennale condotto da Scuola Superiore Sant'Anna e Università di Pisa.

Il team ha analizzato 21 anni di coltivazione mondiale di mais 'trans': un periodo compreso tra il 1996, 'anno zero' della produzione, e il 2016.

Il mais Ogm, ovvero geneticamente modificato, non è rischioso per la salute umana. Recentemente però la Corte Europea di Giustizia ha sentenziato che, a meno di una "evidenza significativa" sul serio rischio alla salute umana, animale e ambientale portato dalla coltivazione di piante geneticamente modificate, gli Stati Membri non possono adottare misure d'emergenza per proibirne l'uso. E la conferma arriva appunto dallo studio che i ricercatori della Scuola Superiore Sant'Anna e dell'Università di Pisa, hanno condotto con il coordinamento di Laura Ercoli, docente di Agronomia e Coltivazioni Erbacee all'Istituto. Con lei hanno lavorato Elisa Pellegrino, Stefano Bedini e Marco Nuti.

I risultati contraddicono completamente chi parla di dannosità dei prodotti Ogm: i dati appena pubblicati permettono di "trarre conclusioni univoche, aiutando ad aumentare la fiducia del pubblico nei confronti del cibo prodotto con piante geneticamente modificate".

In particolare, la produzione del mais ogm è risultata aumentata di una percentuale che variava dal 5,6 al 24,5%, mentre la concentrazione di micotossine è risultata più bassa del 28.8% e le fumonisine sono diminuite del 30.6%. Secondo una vasta analisi dei dati relativi a 21 anni di coltivazioni nel mondo, "non c'è alcuna evidenza di rischio per la salute umana, animale o ambientale dal mais transgenico". "Sono 20 anni che lo diciamo che non ci sono problemi".

Ad ogni modo, il 69% degli italiani considera gli alimenti geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali (sono dati Coldiretti, non proprio nota per la precisione dei sondaggi). "Anche Repubblica Ceca e Slovacchia - continua Coldiretti - hanno infatti abbandonato la coltivazione e si sono aggiunte alla lunga lista di Paesi "Ogm free" dell'Unione Europea". Ad esempio, nel continente europeo, ricorda la Coldiretti, a coltivare mais ogm sono rimasti solo due Paesi: Spagna e Portogallo, e anche in questi casi si assiste a una contrazione della superficie coltivata (-4,3% nell'ultimo anno, analisi Infogm). "Voglio seminare questo prodotto - aggiunge - perché voglio mangiare sano e in maniera economicamente compatibile, altro che biologico, che rappresenta una colossale montatura pubblicitaria a scopo promozionale ed è pieno di tossine". Si tratta di piante che danno un prodotto e il seme, per quanto vi siano utilizzazioni agricole anche delle altre parti del vegetale, è estremamente duttile e poliedrico, capace di dar luogo a numerose applicazioni sia nell'industria agroalimentare che mangimistica.

Altre Notizie