Venerdì, 22 Giugno, 2018

Evasione: fatture false per 90 milioni, 18 arresti per frode e corruzione

L'Aquila scoperta maxi evasione da oltre 70 milioni di euro Evasione: fatture false per 90 milioni, 18 arresti per frode e corruzione
Rufina Vignone | 15 Febbraio, 2018, 04:25

Le ordinanze sono state richieste dai pm Luigia Spinelli e Giuseppe Bontempo e sono state firmate dal giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Bortone. Gli arrestati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata a commettere reati tributari e contro la pubblica amministrazione.

Le indagini, come riportato in una nota diramata dalle fiamme gialle, sono iniziate nel 2015 in seguito a una verifica fiscale nei confronti di un dirigente di una Cooperativa edilizia.

La Guardia di Finanza di Latina ha eseguito 18 misure cautelari per false fatturazioni. "Ogni società - spiega il colonnello Michele Bosco, comandante provinciale della Guardia di Finanza - nasceva sapendo di dover passare il testimone a quella successiva". Denaro che, sempre secondo la guardia di finanza, sarebbe servito a giustificare il pagamento di "tangenti" dirette ad assicurare l'assegnazione di lavori in appalto alla Cooperativa per 20 milioni di euro.

Immediati gli approfondimenti sul caso, eseguiti in sinergia con il nucleo di polizia economico - finanziaria di Latina e dalla Tenenza di Aprilia, che così hanno permesso di scoprire un dedalo di società cooperative riconducibili ad un commercialista di Aprilia e a un imprenditore pavese.

Le investigazioni hanno inoltre consentito di arrestare sei commercialisti, che mettevano a disposizione del sistema criminoso le loro specifiche competenze professionali, per la contabilizzazione di costi derivanti da false fatture e per la certificazione dei crediti IVA derivanti dalle operazioni oggettivamente inesistenti. Tali costi venivano poi equilibrati dai ricavi derivanti dall'emissione di fatture false di prestazione di manodopera. I fondi venivano infatti trasferiti all'estero simulando l'acquisto di servizi presso società londinesi risultate riconducibili agli stessi indagati. Nell'inchiesta sono coinvolti anche due pubblici ufficiali corrotti ritenuti responsabili di aver passato informazioni ad alcuni dei commercialisti coinvolti. Dalle indagini è emerso un sistema facente capo a tre commercialisti che avrebbero sfruttato illecitamente i loro contatti presso pubblici uffici per agevolare i loro clienti.

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