Martedì, 22 Mag, 2018

Bari, 3 arresti per traffico rifiuti pericolosi con Nord Africa e Iran

Traffico di rifiuti tra Italia, Egitto, Iran e Libia: 3 arresti Traffico di rifiuti tra Puglia e Africa: arrestati 3 imprenditori
Rufina Vignone | 15 Febbraio, 2018, 07:04

Secondo l'accusa gli arrestati, insieme alle persone denunciate, avevano costituito un'organizzazione che esportava all'estero veicoli fuori uso interi: semirimorchi, autocarri cassonati e furgonati anche adibiti ad usi speciali come mezzi frigorifero e betoniere mai sottoposti alle operazioni di trattamento previste.

"Il traffico illegale di rifiuti - dichiarano Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, e Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia - rimane uno dei settori preferiti della criminalità ambientale che guarda sempre di più oltre il confine italiano, come dimostra l'operazione 'Cannibal Cars', condotta dai Carabinieri forestali del Gruppo di Bari a seguito di un'inchiesta sul traffico transfrontaliero di rifiuti pericolosi tra Italia, Egitto, Iran e Libia".

In una nota Legambiente ricorda che contro le attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti, dal 2002 al giugno 2017, in Puglia, ci sono state 60 inchieste, circa il 17,3% di quelle compiute su tutto il territorio nazionale. Sequestrate inoltre false documentazioni utilizzate per presentare come parti di ricambio i rifiuti esportati.

Numerose le fatture sequestrate corredate da dichiarazione nelle quali si attestava falsamente l'avvenuta "messa in sicurezza e bonifica mediante le operazioni di aspirazione degli olii e liquidi ivi contenuti e mediante smontaggio dei relativi filtri" ad opera di ditte specializzate. Per tali principali ragioni, agli indagati sono stati contestati numerosi reati di falso. Nella conduzione dell'attività illecita, il gruppo organizzato si avvaleva anche di consulenti ambientali, anch'essi indagati.

Bari, Genova e Salerno, dirette principalmente verso Iran, Libia, Egitto.

Inoltre, ammonta a oltre € 1.700.000 il valore accertato dei profitti illeciti, derivanti dal risparmio di spesa per la mancata attivazione delle corrette procedure di gestione e recupero dei rifiuti prescritte dalla legge e dai ricavi delle vendita illecita dei rifiuti stessi. Inchieste che hanno portato all'emissione di 176 ordinanze di custodia cautelare, alla denuncia di 420 persone, coinvolgendo 72 aziende con oltre 3,5 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrate.

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