Domenica, 25 Febbraio, 2018

Tar: legittime le decisioni dell'Authority contro le bollette telefoniche a 28 giorni

TAR del Lazio: sì alla fatturazione mensile ma gli utenti ancora non hanno diritto ai rimborsi Rimborsi telefonia. Sospensione cautelare del TAR LAZIO
Remigio Civitarese | 14 Febbraio, 2018, 16:24

Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb (le compagnie colpire dal provvedimento Agcom) hanno però continuato ad andare avanti come se nulla fosse in attesa del responso del Tar. Nel documento si parlava di una restituzione commisurata alle giornate pagate in più a partire dal 23 giugno 2017.

La Terza Sezione del Tar Lazio ha respinto i ricorsi promossi dal WindTre, TIM, Vodafone e Fastweb contro la delibera n. 121/2017 con cui l'Autorità Garante delle Comunicazione che aveva imposto agli operatori delle telecomunicazioni la fatturazione e il rinnovo degli abbonamenti per i servizi di telefonia su rete fissa e servizi convergenti con cadenza mensile anziché a 28 giorni, ponendo un termine per adeguarsi scaduto a giugno del 2017 che le quattro compagnie telefoniche ricorrenti non avevano rispettato, impugnando appunto la delibera. Per il Tar del Lazio è corretta la fatturazione mensile delle bollette telefoniche e non quella a 28 giorni.

Altroconsumo raccoglie la protesta chiedendo agli utenti di partecipare gratuitamente a Rivogliamo la tredicesima per ottenere indietro quanto pagato in più, grazie ai calcoli con le stime dei rimborsi per ogni operatore. La trasparenza delle condizioni contrattuali non può essere accessoria, deve essere un prerequisito, con un doppio effetto benefico: "sul sistema, per far funzionare la concorrenza, e sui singoli consumatori, permettendo di valutare scelte più adatte al proprio profilo di utenza".

Nelle ultime settimane sta arrivando la comunicazione da parte di alcuni operatori che avvisano della nuova rimodulazione tariffaria, con l'adeguamento dell'offerta che torna su base mensile.

Congelato l'obbligo di rimborso automatico per gli utenti di telefonia fissa relativo alla fatturazione delle compagnie a 28 giorni che sarebbe dovuto partire ad aprile. Ciò significa che la rimodulazione sarà, nei fatti, un aumento del costo della tariffa. Tenendo conto inoltre delle dedotte difficoltà per le aziende "di ripetere dai clienti le somme eventualmente corrisposte", i giudici hanno accolto la sola richiesta di sospensione della parte della delibera dell'Agcom che ha ad oggetto il pagamento degli importi per i giorni di servizio telefonico non fruito. In precedenza, era circolata tra l'altro l'ipotesi di un rimborso forfettario di 50 euro. Raddoppiano anche le sanzioni dell'AGCOM: da un minimo di 240.000 euro a un massimo di 5 milioni.

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