Domenica, 25 Febbraio, 2018

Sicilia: 'licenziato' il presidente Parco Nebrodi che subì attentato

REVOCATI I PRESIDENTI DI SEUS E PARCO DEI NEBRODI Musumeci cambia il Presidente del Parco dei Nebrodi, Antoci: «Adesso sappiamo da che parte sta»
Rufina Vignone | 14 Febbraio, 2018, 20:28

Musumeci non sta certamente dalla mia parte; è lo Stato in Sicilia e lo Stato non deve pensare alle appartenenze politiche. Ventuno sindaci dei comuni dei Nebrodi, nel Messinese, la Fondazione Caponnetto e, eanche a dirlo, il senatore del Pd Giuseppe Lumia chiedono che non sia revocato l'incarico al presidente del Parco dei Nebrodi, provvedimento adottato dalla nuova giunta regionale siciliana guidata da Nello Musumeci.

"Rispettiamo le prerogative del Presidente della Regione nella scelta dei dirigenti della Regione e degli enti, la mancata riconferma di Giuseppe Antoci alla guida del Parco dei Nebrodi tuttavia ci sembra una scelta certamente da non condividere perché si lascia sola una persona che ha dimostrato autorevolezza, competenza e rigore nella lotta all'illegalità e che proprio per questo suo impegno ha subito un attacco violento della mafia". Nel mirino c'è, ovviamente, il governatore siciliano Nello Musumeci. "E' un segnale tremendo, un vero e proprio gesto di tradimento istituzionale, nei confronti di un uomo che rischia la vita nella lotta contro la mafia". Per prima cosa lo Stato deve tutelare le persone come me.

L'abbiamo ricevuta con tanti altri importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali che, insieme a migliaia di cittadini, siciliani e non - loro sì! - hanno voluto dimostrare vicinanza, Signor Presidente, ma con i fatti. "Una mafia che per anni ha sottomesso i giovani e gli operatori economici del settore al giogo delle famiglie mafiose dei Galati, Giordano, Bontempo Scavo, Mignacca, Batanesi, Conti Taguali, Costanzo, Foti Belligami". Con questa scelta - continua Lumia - l'esposizione al rischio aumenta ulteriormente. Nello Musumeci che, attraverso la mia rimozione e il relativo commissariamento del Parco dei Nebrodi, mi ha fatto comprendere, in maniera inequivocabile, da quale parte sta. "Ho assunto la Presidenza del Parco dopo dieci anni di commissariamenti - ha ricordato -, trovandolo depotenziato, mortificato e considerato, nonostante il valore dei suoi dipendenti e dei suoi dirigenti, un carrozzone". Antoci è stato l'autore del Protocollo di legalità per lagestione del Parco, documento inserito lo scorso settembre nelnuovo Codice antimafia. In questo percorso siamo riusciti a rimettere in moto un pezzo di territorio fra i più belli del mondo. Antoci non ha incrociato la "mafia dei pascoli", come riduttivamente e furbescamente qualcuno sostiene per minimizzare la portata della sfida, ma la "mafia dei terreni", violenta, ricca e potente, in grado di fare affari e produrre profitti superiori allo stesso traffico di droga.

"È con un grazie - conclude Antoci - che voglio chiudere, un grazie particolare ai 24 sindaci del Parco e agli ulteriori 23 che hanno fatto richiesta di nuovo ingresso".

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