Mercoledì, 25 Aprile, 2018

Vendita Milan, la procura apre un'inchiesta per ipotesi di riciclaggio

Vendita Milan smentita l'inchiesta Getty Images
Elettra Stolfi | 13 Gennaio, 2018, 11:05

La vendita del Milan è stata formalizzata nello scorso mese di aprile ad un prezzo di 740 milioni di euro. L'intento dei pm è verificare se la cessione del Milan sia avvenuta a cifre gonfiate (la somma complessiva fu di 740 milioni nell'aprile del 2017), passate inoltre per canali internazionali. Dunque, l'ipotesi di reato è di riciclaggio. Per Silvio Berlusconi si tratta di una nuova tegola giudiziaria sulle elezioni. La Stampa ha ricordato che da tempo girano voci sulla compravendita del Milan, infatti l'estate scorsa l'avvocato Niccolò Ghedini consegnò in procura "documenti per attestare la regolare provenienza del denaro cinese".

Perciò, erano partite una serie di verifiche per accertare il percorso dei flussi finanziari. La stessanotizia compare sul Secolo XIX.

L'inchiesta è coordinata dal pm Fabio De Pasquale, già noto per avere indagato Berlusconi sulla vicenda della scalata ostile di Vivendi a Mediaset. Alla base dell'apertura dell'inchiesta avvenuta poche settimane fa, ci sarebbero nuovi documenti che dimostrerebbero esattamente il contrario. Non è ancora chiaro da dove sia partita la svolta, ma il quotidiano torinese scrive che una traccia potrebbe risalire "ai reali flussi di denaro partiti da Hong Kong" e che "ci sono elementi nuovi che smentirebbero la regolarità di una bella fetta dell'operazione". Anche sulle attività economiche dell'attuale presidente Li, poi, sono stati avanzati seri dubbi: un'inchiesta del New York Times ha dimostrato l'assoluta inconsistenza del suo impero economico e i presunti legami con operazioni - condotte da alcuni membri della sua famiglia - illegali.

Altre Notizie