Mercoledì, 25 Aprile, 2018

Trump: perché ci dobbiamo tenere migranti da "Paesi di merda"?

Una curiosa espressione del presidente Trump Trump volta le spalle all'evidenza scientifica. E se fosse un vantaggio?
Rufina Vignone | 13 Gennaio, 2018, 16:55

"Alcuni politici a Washington scelgono di combattere per Paesi stranieri, ma il presidente combatterà sempre per gli americani": così la Casa Bianca, senza alcuna smentita, sulle parole del presidente Donald Trump su Haiti ed El Salvador "shithole countries", letteralmente "cesso di Paesi".

Anche il Congresso USA ha condannato le parole di Trump come "razziste e divisive". Trump, però, ha dato la sua versione: "Il motivo per cui ho cancellato la visita a Londra è che non sono molto entusiasta del fatto che l'amministrazione Obama abbia vendito forse la migliore location e la più bella ambasciata a Londra per delle 'noccioline', soltanto per costruirne una nuova in un posto nuovo per 1,2 miliardi di dollari".

Macron ha avvisato Trump che deve necessariamente rispettare in toto gli accordi sulla questione nucleare iraniana. In realtà, secondo il quotidiano britannico Guardian, questo sarebbe un falso motivo: il presidente vorrebbe evitare possibili contestazioni da parte della gente. Sia i principali collaboratori del presidente in materia di sicurezza - come il segretario di Stato Rex Tillerson e il segretario alla Difesa Jim Mattis - che gli alleati europei avevano esortato il presidente americano a rispettare la scadenza.

Un rebus insolito che ha mandato in tilt le televisioni americane.

A raccontare per primo quanto accaduto durante il meeting svoltosi attorno alla scrivania presidenziale e' stato il Washington Post, che ha raccolto le testimonianze di alcuni dei presenti e le ha pubblicate illudendosi di mettere imbarazzo la Casa Bianca, rimediando invece la solita figura barbina.

La frase è stata rivolta a quei parlamentari e senatori che gli chiedevano di riconsiderare la decisione di togliere lo status di protezione a migliaia di immigrati provenienti proprio da Haiti, El Salvador e dagli stati africani.

La condanna dell'Onu - L'Onu nel frattempo ha condannato i commenti del presidente. E su più fronti: prima di tutto dai londinesi stessi che in oltre 2 milioni hanno firmato per chiedere al governo May di ritirare l'invito ufficiale.

Colville ha continuato dicendo che tali commenti, quando inseriti nel contesto di altre osservazioni del presidente sui messicani o sulla violenza a Charlottesville, vanno "contro i valori universali per i quali il mondo ha lottato" dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, aprendo "la porta al lato peggiore dell'umanità".

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