Sabato, 21 Aprile, 2018

Potere al Popolo!, il partito si presenta ad Assisi con un'assemblea

Tutto pronto per l'assemblea zonale di Ladispoli e Cerveteri della lista Potere al Popolo Potere al popolo, assemblea ad Aosta
Irmina Pasquarelli | 13 Gennaio, 2018, 23:57

All'attivo si contano più di cento assemblee convocate dal basso in tutta Italia e in alcune città europee con forte presenza di migranti italiani. Nonostante la censura mediatica il progetto si è radicato in tutto il paese attraverso centinaia di assemblee territoriali sperimentando la scrittura condivisa e partecipata di un programma politico chiaro e radicale, che parla di democrazia, giustizia sociale, di riappropriazione di sovranità popolare a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti della società.

Un programma partecipato - Sanità, lavoro, tutela ambientale, lotta alla criminalità: sono questi i principali temi entrati a far parte del programma di Potere al Popolo, frutto di un confronto serrato sul territorio.

"Io non sono un capo politico, sono solo una portavoce". Potere al Popolo vuole tornare a dare rappresentanza a chi ha perso o non ha mai avuto diritti, lavoro, una vita dignitosa, contro chi specula su un'economia sempre più sbilanciata, sulla privatizzazione dei servizi, sullo sfruttamento distruttivo dell'ambiente.

Il movimento, la cui candidatura dovrebbe essere ufficializzata a Roma, il prossimo 12 gennaio, si definisce come l'unica "lista nuova delle prossime elezioni" e rende noto di aver indicato un capo politico "solo perché previsto dall'attuale legge elettorale".

Per quanto riguarda il discorso complessivo legato all'appello lanciato da Potere al popolo, non sono mancate accuse di velleitarismo ai promotori della lista colpevoli, secondo Luciana Castellina, di non aver fatto fronte comune con Liberi e Uguali in vista delle elezioni del 4 marzo. Uscire dall'isolamento e dallo sconforto, superare gli egoismi e i protagonismi che hanno segnato la storia della sinistra extra parlamentare negli ultimi anni, rappresenta la base per poter costruire qualcosa che sopravviva e si moltiplichi oltre il 4 marzo, oltre il recinto ideologico della militanza, affinché Potere al popolo diventi un soggetto capace di parlare a tanti e non si trasformi nell'ennesimo tentativo si soggettivazione a sinistra che precede il ritorno all'ovile di tutte le esperienze politiche che lo animano, consegnando ciascuna struttura alla solitudine e all'insufficienza delle singole battaglie.

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