Sabato, 20 Gennaio, 2018

Omicidio Raciti, concessa la semilibertà a Micale. Resta in carcere Speziale

In semilibertà uno dei due ultrà condannati per la morte di Filippo Raciti Omicidio ispettore Raciti, semilibertà per Daniele Micale. Di giorno a lavoro, di sera in carcere
Rufina Vignone | 13 Gennaio, 2018, 18:25

È stata infatti concessa la semilibertà a Daniele Micale, 30 anni, accusato insieme ad Antonino Speziale, di aver causato l'omicidio di Raciti.

Micale, che ha scontato in carcere oltre metà della condanna ed ha un residuo di pena inferiore ai 4 anni, potrà uscire dal carcere al mattino per andare a lavorare e rientrare la sera, trascorrendo la notte in prigione. Ottiene regolarmente permessi premio e ha svolto anche volontariato all'esterno del carcere. Durante la partita seguono lanci di fumogeni e petardi, ma è a partita finita che si assiste ai violenti scontri tra circa 250 ultras catanesi e le forze di polizia. Il Tribunale, sposando la tesi degli avvocati, ritiene sussistano i presupposti per la concessione del beneficio, inoltre - sottolineano i giudici - non sembrano sussistere attuali collegamenti di Micale con la criminalità organizzata.

"Sono entrata in un'aula di giustizia - aggiunge Marisa Grasso - cercando giustizia". La vedova dell'ispettore Raciti rivela di "avere ricevuto stamattina decine e decine di telefonate di colleghi" di suo marito. Da cittadina dico che una condanna deve essere eseguita e una sentenza rispettata. "Adesso - si interroga - come farò a dire a mio figlio, che aveva sei anni quando è avvenuta la tragedia, che può incontrare per strada uno delle due persone condannate per la morte di suo padre, che è in permesso, invece di stare in carcere?".

Micale è in stato di semilibertà, dopo una condanna di 11 anni per omicidio preterintenzionale dell'ispettore della polizia di Stato Filippo Raciti. Il provvedimento è stato reso esecutivo poco prima dello scorso Natale. "Ci auguriamo che il prossimo Parlamento - conclude il segretario del Silp - si faccia carico di queste misure". È nel corso di queste violenze che l'ispettore capo Filippo Raciti viene ucciso. Rimane ancora in carcere, invece Antonino Speziale, condannato a 8 anni di galera, per lo stesso reato, all'epoca dei fatti minorenne.

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